
Il 41enne italiano, che viveva su un albero alla spiaggetta di Arbedo, dovrà lasciare la Svizzera. Così ha deciso la Corte delle Assise Correzionali, che oggi ha condannato l'uomo a 20 mesi di carcere, sospesi per due anni, per l'incendio appiccato il 5 luglio alla stazione di servizio Eni di Molinazzo a Bellinzona.
L'uomo, comparso stamane in aula, ha spiegato di aver agito sotto l'effeto dell'alcol (il test del sangue aveva riscontrato un tasso alcolemico tra l'1,69 e 2,48 per mille dopo l'arresto), ma ha negato di aver minacciato la commessa. Secondo quanto riporta La Regione, il 41enne ha riconosciuto di aver usato termini sopra le righe, ma non intendeva farle del male. L'uomo si è anche pentito del gesto, parlando del più grande errore della sua vita.
Durante l'inchiesta, coordinata dal procuratore pubblico Moreno Capella, è emerso che a carico dell'uomo non vi sono altri incendi, come invece ipotizzato in un primo momento.
L'accusa chiedeva una condanna di 24 mesi sospesi per 4 anni, oltre all'espulsione dalla Svizzera per 10 anni. La difesa si è invece battuta per 5 anni di espulsione e una pena non superiore a 16 mesi, sospesi per due anni. Il giudice Marco Villa ha infine optato per 7 anni di espulsione e 20 mesi di carcere, sospesi per due anni.
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