
La Corte di appello e revisione penale, presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will, ha confermato la condanna nei confronti di un caporale di una Polizia comunale che nel giugno 2014 sfrecciò a 75 chilometri orari (già dedotto il margine di tolleranza) nella zona abitata di un paese dell'alto Ticino, dove vige il limite 50.
L'uomo, si legge sul Corriere del Ticino, era stato condannato dalla Pretura penale di Bellinzona a una pena pecuniaria sospesa di 30 aliquote giornaliere da 120 franchi, per grave infrazione alle norme della circolazione.
Il giorno dell'infrazione, il caporale era fuori servizio e si trovava nell'alto Ticino per una gita con la famiglia. A un certo punto vide sfrecciare una Mercedes con targhe tedesche, le cui lettere iniziali combaciavano con quelle di un pericoloso ricercato la cui presenza era stata segnalata in Svizzera. Invece di allarmare i colleghi, decise di inseguire la Mercedes, per verificare se effettivamente la targa fosse quella ricercata. Non lo era, ma nel frattempo il caporale era stato immortalato da un radar.
I giudici, sostenendo che l'uomo avrebbe dovuto avvertire immediatamente i colleghi in servizio e lasciare a loro il compito di intervenire, hanno ritenuto che con il suo agire l'imputato ha messo in pericolo la sua vita, quella della sua famiglia e quella di altre persone. Avrebbe dovuto correre il rischio di far intervenire la Polizia a vuoto, anziché correre il rischio di causare un incidente della circolazione potenzialmente grave. Hanno quindi confermato la sentenza in primo grado della Pretura penale, che a sua volta confermava il decreto d'accusa stilato dal procuratore pubblico Antonio Perugini.
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