
Erano stati beccati entrambi nel giorno dell'Ascensione dell'anno scorso.
In quel giorno festivo la Polizia decise di fare dei controlli di velocità nel Luganese.
La mattina colse in flagrante un 49enne del Locarnese, che stava circolando a 144 chilometri orari sul raccordo autostradale di Lugano Nord, tra la rotonda di Vezia e le Cinque Vie, dove vige il limite 80.
Il pomeriggio venne invece intercettato un 48enne di nazionalità italiana, residente nel Luganese, fotografato a 124 km/h a Pambio Noranco, sul tratto di strada che conduce alla A2, limitato a 60 chilometri orari.
Entrambi hanno ammesso i fatti e sono comparsi ieri davanti alla Corte delle Assise correzionali di Lugano. Ed entrambi sono stati condannati dalla giudice Rosa Item ad un anno di prigione, pena sospesa con la condizionale.
L'avvocato difensore del 48enne, Enrico Germano, ha tentato di spiegare alla corte che il suo assistito aveva perso il lavoro dopo il ritiro della patente, che non aveva precedenti e che, dato il giorno festivo, non aveva messo in pericolo la vita altrui. Il legale del 49enne, Andrea Marazzi, ha dal canto suo sottolineato come il suo assistito avesse acquistato la sua nuova auto, una Mercedes, da soli due giorni. In precedenza aveva un'utilitaria, con quindi una diversa percezione della velocità.
Spiegazioni che non hanno convinto la giudice, la quale ha sostanzialmente accolto i due atti di accusa firmati dal procuratore pubblico Nicola Respini.
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