
“Persone che più volte nel tempo hanno violato norme penali in spregio a qualunque regole del vivere civile. Con un atteggiamento di avversione nei confronti dell’autorità ma soprattutto della società. Un branco”, così il giudice Mauro Ermani ha descritto i protagonisti della rissa all’esterno del Blu Martini del 21 ottobre 2017.
La Corte delle assise criminali di Lugano li ha condannati tutti salvo uno per i reati di tentato omicidio intenzionale, per dolo eventuale, e di rissa. Le pene decise, tra i 4 e i 5 anni, comprendono anche altri reati legati a droga, infrazione alla legge sulle armi, pornografia e rappresentazione di atti di cruda violenza. Il 46enne cubano autore materiale del ferimento invece è stato condannato per tentato omicidio intenzionale, ma per lui vale l’eccesso di legittima difesa. Assolto invece dal reato di rissa, così la pena è stata fissata a 24 mesi sospesi.
“Si erano preparati muniti di una pistola pronta all’uso”, ha spiegato il giudice motivando così la premeditazione. “Il primo a menare le mani è stato uno degli albanesi, ma tutti aspettavano solo un pretesto per passare all’azione”, ha continuato.
La premeditazione è stata rilevata solo per i tre che hanno organizzato la spedizione punitiva e non per colui che brandiva il coltello e ha inferto materialmente le ferite. “Era a Lugano per fare serata, non per partecipare a un regolamento di conti”, ma si è reso comunque colpevole di tentato omicidio per eccesso di legittima difesa. “Lui in questa situazione ci è finito più per caso che per altro”, ha detto il giudice.
Riassumendo il 24enne svizzero è stato condannato a 4 anni di carcere. Il 26enne cubano a 5 anni e all’espulsione dalla Svizzera per 7 anni. Il 24enne boliviano a 4 anni, ma non all’espulsione perché tutti i suoi legami sono in Svizzera e non nel suo Paese di provenienza. Mentre il 46enne cubano è stato condannato a 24 mesi sospesi, anche per lui è stata decisa l’espulsione dalla Svizzera.
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