
A processo ieri alle Assise Criminali di Lugano, i due cittadini bulgari accusati di aver clonato (o tentato di farlo) almeno 7'000 carte bancarie utilizzate dalle ignare vittime per le operazioni ai bancomat sono stati condannati a 3 anni di carcere, di cui 15 mesi da scontare, e all'espulsione dalla Svizzera per 15 anni.
Definito "il più grande caso di skimming in Ticino", l'attacco ai bancomat (più di 5'000 i casi registrati) ha fruttato alla coppia un bottino di 57'000 franchi. Il 33enne e il suo complice 39enne - che hanno ammesso i fatti e collaborato alle indagini - installavano sui bancomat dei congegni dotati di microcamera che registravano i dati delle carte. Dati che venivano inviati in Indonesia, dove avveniva la clonazione delle carte vera e propria.
Le vittime sono in gran parte state rimborsate dalle banche.
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