
Una persona più volte balzata all'onore delle cronache negli ultimi anni in Ticino è stata condannata dalla Corte delle Assise correzionali di Mendrisio, presieduta dal giudice Marco Villa, a una pena di 15 mesi di detenzione, sospesa con la condizionale, per un raggiro da 1,2 milioni di franchi ai danni di varie assicurazioni.
Si tratta, come riporta il Corriere del Ticino, della 50enne italiana Mariangela Gasperini, cui nel 2015 il DSS aveva rititirato l'autorizzazione ad esercitare come infermiera, ma che era tornata a praticare il suicidio assistito in varie località del Cantone dapprima tramite la Liberty Life di Melano, da lei presieduta, poi con la LL Exit.
La donna è tuttora in attesa della decisione del Tribunale cantonale amministrativo sul suo ricorso contro la mancata concessione della licenza edilizia per poter esercitare l'eutanasia a Melano. Nel frattempo, come detto, è stata condannata in sua assenza (era malata il giorno del processo) per truffa aggravata, ripetuta falsità in documenti e violazione della Legge sull'AVS.
Tutti i dettagli sul Corriere del Ticino di oggi, a pagina 21.
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