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Ticino
Condanna per lo schianto mortale di Coglio
Redazione
16 anni fa
Due anni per omicidio colposo per il 25enne che causò la morte del fratello e di un amico al termine di una folle corsa in auto

La Corte delle Assise correzionali di Vallemaggia riunita a Lugano oggi doveva giudicare il caso del 25enne che il 19 settembre del 2005 causò la morte del fratello e di un amico al termine di una folle corsa in auto a Coglio, in Vallemaggia. Il giudice Claudio Zali però all’inizio del dibattimento, ha voluto subito chiarire un aspetto importante. “Non è accettabile che fatti così gravi giungano in aula a cinque anni di distanza. Questi sono incarti sensibili”, ha detto il presidente della corte rivolgendosi alla procuratrice pubblica Marisa Alfier. “Un ritardo del genere è un danno per tutti: per i familiari delle vittime, per l’imputato e per tutta la giustizia. E’stato violato il principio di celerità per un caso che poteva e doveva essere chiuso già nel 2006”. Una precisazione che il giudice ha ricordato anche durante la lettura della sentenza che ha condannato il giovane a due anni reclusione sospesi per 4 anni più una multa di 3000 franchi. Una sentenza che ha dunque confermato l’atto d’accusa. Il difensore, l’avvocato Marco Broggini, aveva chiesto una pena massima di 15 mesi sospesi. L’imputato è stato quindi riconosciuto colpevole di omicidio colposo per l’incidente del settembre 2005. Un giorno nel quale l’accusato, a Coglio, ha affrontato una curva a 140 chilometri orari a bordo di un catorcio, per usare le parole del giudice, con pneumatici lisi e quasi 200mila chilometri percorsi, finendo la sua tragica corsa contro un palo. “Lei è molto fortunato perché oggi avrebbe potuto essere davanti a una corte criminale con l’accusa di duplice omicidio intenzionale”. Un’ipotesi che sarebbe stata ancor più concreta se l’inchiesta avesse potuto stabilire con certezza che quel giorno il giovane aveva ingaggiato una folle corsa sulle strade valmaggesi con un amico che lo precedeva. L’imputato in aula ha dichiarato di non ricordare nulla dello schianto. E lo ha fatto tra le lacrime. Quella dei motori era una passione, ha detto il 25enne che di professione fa il meccanico. Una passione per la velocità che lo ha portato ad infrangere più volte il codice stradale. Fin dai primi mesi dall’ottenimento della patente. Una rapporto perverso quello con le auto. Nel 2007 infatti, a due anni dall’incidente che uccise il fratello e l’amico, l’imputato fu protagonista di un altro incidente a Cerentino, quando ubriaco si schianto contro un palo dell’elettricità. In mattinata la pubblica accusa aveva chiesto di riconoscere il sincero pentimento visto le lacrime versate durante il processo dall’imputato. “Non è compito della giustizia misurare le lacrime. Questo è uno dei casi più gravi di incidenti della circolazione. L’imputato era un teppista della strada che ha commesso un omicidio colposo ai massimi livelli” ha invece sentenziato il giudice Claudio Zali.[email protected]

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