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Ticino
“Concorrenza sleale al ribasso da evitare”
Immagine CdT
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Lara Sargenti
5 anni fa
Il sindacato OCST si dice preoccupato per le condizioni nel settore terziario, dove è stato constatato un marcato aumento dei frontalieri nell’ultimo trimestre: “Quasi 1000 franchi di differenza tra frontaliere e residente”

È necessario e indispensabile intervenire in modo concreto per regolare il settore impiegatizio al fine di evitare una possibile concorrenza salariale orientata al ribasso, con le statistiche che confermano una “retribuzione media inferiore di quasi 1000 franchi tra frontaliere e residente”. È quanto ribadisce il sindacato OCST alla luce dei dati pubblicati negli scorsi giorni dall’Ufficio federale di statistica sull’aumento del numero di permessi rilasciato a frontalieri attivi professionalmente in Ticino.

Preoccupa il settore terziario
L’aumento dei permessi G è cresciuto nel terzo trimestre del 2021 del 3,9%, arrivando a toccare quota 74’199 unità, ricorda il sindacato, che ha rimarcato che l’aumento più sostenuto è avvenuto nel settore terziario. In particolare negli ambiti professionali specializzati i titolari di un permesso G sono passati da 48’221 a 49’006, con un aumento di 785 unità. A titolo di paragone, nel settore industriale e in quello delle costruzioni l’aumento è stato di 121 unità, portando a 24’509 i lavoratori di oltre confine attivi in questi settori (+0,5%).

Un Ccl obbligatorio per il settore impiegatizio
Alla luce di questi dati importanti, il sindacato ritiene necessario intervenire per evitare, come detto, una concorrenza salariale orientata al ribasso. In questo contesto economico, rimarca OCST, “sono attualmente presenti la maggior parte dei contratti normali di lavoro decisi dallo Stato”, strumenti che vengono “decretati obbligatori dalle autorità pubbliche tutte le volte che viene riscontrato dumping salariale”. Per trovare una giusta regolamentazione di questo comparto, il sindacato propone due soluzioni differenziate:
- implementare un contratto collettivo di categoria, decretato di obbligatorietà generale, che imponga condizioni salariali minime, e che riporti su un terreno di equità le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche di concorrenza leale tra le imprese.
- per tutte quelle figure amministrative o impiegatizie in generale che operano in settori già provvisti di CCL, la proposta è di completare il contratto collettivo includendo anche condizioni specifiche per le impiegate e gli impiegati.

Il sindacato propone infine alle associazioni dei datori di lavoro di partecipare a discussioni costruttive orientate a valorizzare il personale in termini di competenze e di capitale fondamentale. “Ci opponiamo ad una logica di gestione del personale che valuti la persona solo in base al suo costo nell’organizzazione e reclamiamo il nostro ruolo di rappresentante delle esigenze di tutti i collaboratori”, conclude OCST.

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