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«Con questi progetti garantiremo sicurezza energetica di fronte all'instabilità internazionale»
Red. Online
3 ore fa
Il Municipio di Airolo accoglie con soddisfazione l'approvazione, in Consiglio comunale, delle richieste di credito per la progettazione dell'Airolo Alpin Solar e il rinnovo e potenziamento della centrale Calcaccia

«Un riconoscimento della valenza strategica di queste infrastrutture e, più in generale, della politica energetica di Airolo». Il vicesindaco e capodicastero Alessandro Beffa, contattato dal Corriere del Ticino, ha espresso soddisfazione per la recente approvazione, da parte del Consiglio comunale, di due messaggi dedicati all'approvvigionamento energetico. Con 17 voti favorevoli, 3 astenuti e nessun contrario, nella sessione di inizio settimana è stato dato il via libera al piano per l’Airolo Alpin Solar. Promosso dall’Azienda multiservizi di Bellinzona e dall’Azienda comunale di Airolo, l’impianto fotovoltaico che sorgerà nel comparto dell’Alpe Pontino potrà produrre annualmente, dati alla mano, 13,1 GWh. Un quantitativo sufficiente a coprire il fabbisogno energetico di circa 3 mila economie domestiche. Per il progetto, il Consiglio comunale ha approvato lo stanziamento di un credito di 240 mila franchi.

Contemporaneamente, è stata approvata all’unanimità (20/0/0) la richiesta di credito di 550 mila franchi per la progettazione definitiva del rinnovo e potenziamento della centrale Calcaccia e della microcentrale Rèssia. Un passo ulteriore per l'iter di rinnovo della concessione avviato nel lontano 2003. Dopo il via libera cantonale nel 2024, arrivato dopo l’approvazione di una variante di Piano regolatore, il Comune punta a un investimento che «garantisca la sicurezza dell’approvvigionamento», spiega Beffa. «Dal punto di vista tecnico, guardiamo all’acquisto di nuove macchine» per ottimizzare l’efficienza dell’impianto «vetusto». Ma il credito permetterà anche di effettuare studi preliminari per gli accumuli di Segna e Pesciüm, che «data l’importanza di garantire energia in ogni momento svolgerebbero un ruolo fondamentale nell’aumentare la produzione nei momenti di necessità, specialmente in inverno».

I due progetti, ha spiegato il vicesindaco, hanno un'importanza particolare, considerato il contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati energetici. «Il rafforzamento della produzione indigena assume un’importanza strategica crescente».

Occhio alle opposizioni

Nel mese di febbraio, lo ricordiamo, Pro Natura, Ficedula e altre associazioni svizzere a tutela della natura, della fauna e del paesaggio avevano presentato un’opposizione cautelativa contro il progetto, definendo le informazioni sul futuro impianto «incomplete» e, quindi, non sufficienti per «delineare le misure di compenso ambientale». Le associazioni a difesa della natura avevano allora sottolineato: «Non siamo contro la produzione dell'energia fotovoltaica, ma vogliamo capire quali saranno le condizioni» di costruzione dell'impianto in un'area «protetta a livello federale» anche per le numerose specie di animali protette che vi si trovano, di cui una in lista rossa: «Perderebbero la loro casa e scomparirebbero da quest'area».

Le opposizioni sono in fase di esame, ci spiega il vicesindaco: «A giorni le osservazioni dei progettisti saranno inviate al Cantone».

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