
Ieri vi abbiamo parlato dell'avvicendamento ai vertici della rivista Terra Ticinese, dando spazio allo sfogo su Facebook del direttore uscente Danilo Mazzarello e alla conseguente reazione dell'editore Raoul Fontana.
Oggi Mazzarello, stupito dallo stupore del suo ormai ex editore, intende precisare il proprio pensiero, tramite un comunicato stampa che riprendiamo qui di seguito in versione integrale.
"Nel vostro articolo leggo che Fontana si dice “un po’ stupito” delle mie dichiarazioni" scrive Mazzarello. "Premesso che lo stupore coglie chi si trova confrontato con affermazioni o fatti inattesi, mi chiedo come possa dirsi “stupito” Fontana per ciò che ha letto sul mio profilo Facebook. Sin dal 28 agosto 2013, data nella quale mi fu comunicata verbalmente la decisione relativa al mio licenziamento, Fontana è stato reso edotto sulle conseguenze che il cosiddetto “avvicendamento” avrebbe avuto sul mio futuro professionale. Fontana sa che sarei finito in disoccupazione. Sa che avrei esaurito le indennità di disoccupazione prima d’arrivare all’età pensionabile. Sa che sarei rimasto privo di entrate per un periodo compreso tra i sei e i nove mesi. Sa che, essendomi occupato per anni – come volontario - del recupero sociale di tossicodipendenti e carcerati a Thorberg, Witzwil e Bochuz, mi sarebbe stata preclusa la via della pensione anticipata. Sa che l’Associazione ticinese dei giornalisti (ATG, sezione di impressum) ha cercato invano di convincerlo a posticipare il licenziamento, sa d’avere ricevuto una lettera raccomandata dall’ufficio legale di “Impressum, I Giornalisti Svizzeri”, nella quale, citando una sentenza del Tribunale federale, si ventilava la possibilità che il licenziamento di un dipendente a pochi anni dalla pensione avrebbe potuto essere considerato abusivo. Sa tutto questo e, nonostante ciò, si dichiara stupito? Mi riesce difficile crederlo."
"Anche le motivazioni del licenziamento mi sembrano alquanto oscure. Nella raccomandata inviatami dall’editore il 15 novembre 2013 si legge: «Con riferimento alla sua cortese richiesta le comunichiamo la motivazione della disdetta inoltrata il 29 agosto 2013, derivata dalla necessità di cambiamento della linea editoriale e strategica e dal riposizionamento sul mercato della testata a seguito della costante diminuzione del numero degli abbonamenti» (in corsivo è nel testo originale)."
"Due sono, pertanto, i motivi ufficiali del mio licenziamento: 1. la necessità di cambiamento della linea editoriale e 2. la diminuzione costante degli abbonamenti. Peccato che il comunicato stampa diramato ieri dalla Fontana Edizioni smentisca clamorosamente la prima ragione affermando invece che la rivista «si manterrà fedele alla sua linea editoriale». Nessun cambiamento, perciò, e la conseguente caduta della prima motivazione."
"Che dire degli abbonati? Quando nel 2007 assunsi la direzione della rivista, gli abbonati erano 2070 in costante diminuzione. Quanti sono oggi? Non lo so; ma a detta di un importante inserzionista sarebbero circa 8000, il quadruplo rispetto al 2007. Questo successo strepitoso, colto in anni di crisi nel settore editoriale, rende ancora più inspiegabile (e immotivato) il mio licenziamento. Naturalmente non voglio neppure prendere in considerazione l’ipotesi che la Fontana Edizioni abbia mentito ai suoi clienti, millantando cifre inverosimilmente gonfiate. Per l’azienda, infatti, ciò costituirebbe un danno d’immagine gravissimo."
"Preso atto dell’infondatezza delle due motivazioni ufficiali del mio licenziamento, che altro rimane? Ah, sì, resta la questione del genovese contrapposto al ticinese DOC. Se questo è il vero motivo, in tal caso non ho altre obiezioni. Sono, infatti, il primo a sostenere che gli autoctoni devono avere la precedenza. Mi dispiace solo che il mio posto di lavoro sia stato assegnato ad un pensionato RSI invece che ad un collega ticinese disoccupato."
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