
Continua a far discutere la proposta del PLR per cercare di ridurre i premi di cassa malati. L’ipotesi, avanzata per ora sottoforma di interpellanza, parte dal fatto che in Ticino vengono erogati 420 milioni di franchi per i sussidi di cassa malati, fondi che, secondo il PLR, potrebbero essere usati in maniera più efficiente. Come? Aumentando il grado di copertura del Cantone ai costi ospedalieri stazionari, ora fissato al minimo di legge attuale, quindi al 55%. La restante parte (il 45%) è a carico dell’assicurazione malattia. Se quest'ultima ne fosse, per quanto possibile, sgravata, i premi pagati dai cittadini diminuirebbero e di conseguenza anche i beneficiari dei sussidi. La proposta, però, coinvolge, anche gli ospedali. Per loro, secondo Mauro Dell’Ambrogio, presidente del CdA del Gruppo Ospedaliero Moncucco, cambierebbe poco o niente. Se non fosse che il Cantone, con dei mandati di prestazione, "afferma: 'paghiamo solo fino a una certa cifra'. E questo crea sempre molte discussioni", afferma Dell'Ambrogio. "Si può capire, il principio è di dire che così non si è incentivati ad ospedalizzare troppo". D’altra parte, però, "in questo modo si penalizzano gli ospedali, che hanno un aumento dell’attività, magari anche per ragioni di qualità,. Se con la modifica la parte del Cantone dovesse aumentare, di due terzi o tre quarti, "gli ospedali diventerebbero ancora più dipendenti da questi plafonamenti. Il rischio di incassare ancora meno su quel che si fattura aumenterebbe".
"La dimostrazione finora non è molto felice"
Un plafonamento che Dell’Ambrogio spera sparisca quando, nel 2028, entrerà in vigore il finanziamento uniforme delle prestazioni. Il PLR, tra le altre cose, chiede al Governo quanto sia disposto ad aumentare la sua partecipazione ai costi ospedalieri stazionari per gli anni 2026 e 2027. Ponendo il caso di una copertura del 95%– cioè 280 milioni dei contributi RIPAM – i premi potrebbero essere ridotti del 14 o 15%, corrispondenti a 800 franchi in meno all’anno per ogni assicurato. Inoltre, il Dipartimento della Sanità e della Socialità avrebbe maggiore potere negoziale sugli ospedali e le cliniche, ad esempio permettendo di ridurre ulteriormente i costi tramite contratti di prestazione più selettivi. Per Dell’Ambrogio “dipende da che criteri si adottano. La dimostrazione finora non è molto felice, perché questo sistema di fissare dei limiti in base a quel che si è fatto negli anni precedenti, favorisce chi perde pazienti e penalizza chi ne guadagna". Ciò "va proprio contro il principio che vorrebbe la legge federale di incentivare una concorrenza basata sulla qualità. È vero che aumenterebbe il potere del Cantone di pilotare la domanda e l’offerta, ma finora non c’è stata una dimostrazione che questo pilotaggio sia stato efficace o equo”.
Le altre proposte sul tavolo
Quanto all’altra parte in causa, il Cantone, il Consiglio di Stato come da prassi risponderà in sede parlamentare. Dopodiché, l’interpellanza potrebbe anche fare da base per un controprogetto concreto alle iniziative di Lega e Partito Socialista. La prima chiede la deducibilità totale dei premi dalla tassazione; la seconda, una soglia massima pari al 10% del reddito.

