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Ticino
"Con l'autodichiarazione abbiamo centrato l'obiettivo"
Redazione
11 anni fa
Così il presidente di ABT Claudio Generali, che durante l'assemblea 2015 non ha lesinato critiche contro chi ha drammatizzato la situazione della piazza finanziaria

L’Assemblea generale 2015 dell’Associazione Bancaria Ticinese (ABT), svoltasi oggi a Vezia, ha affrontato alcuni temi d’attualità del settore e ha anche festeggiato i 25 anni dalla creazione del Centro di Studi Bancari, sottolineando l’importanza della formazione, della ricerca e dell’innovazione per il futuro della piazza finanziaria.

Ospiti relatori sono stati il Segretario di Stato Mauro Dell’Ambrogio e il neo‐Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia Christian Vitta.

Il Presidente Claudio Generali nel suo intervento ha voluto dapprima criticare chi nella recente campagna politica ha drammatizzato la situazione della piazza finanziaria ticinese, dipingendo un quadro catastrofico e facendo leva sulle ansie della popolazione. Affrontando il tema degli accordi fiscali con l’Italia, Generali ha affermato che “una volta confrontati con la manovra di autodichiarazione abbiamo centrato l’obiettivo, negoziando con la controparte, di dimezzare, in termini pecuniari e di durata della prescrizione, le sanzioni a carico della clientela italiana evitando che le nostre banche risultassero pesantemente discriminate rispetto alle concorrenti d’altri paesi.”

Per contro per l'ABT due punti importanti rimangono insoddisfatti: la depenalizzazione degli intermediari finanziari e l’accesso al mercato transfrontaliero, ancora oggetto di discussione attuale nell’ambito della road map. Gli incontri tra i negoziatori continuano e si attendono risultati tangibili entro la fine del semestre.

Nel frattempo la maggior parte della clientela italiana sta reagendo positivamente al programma di emersione e “ciò è incoraggiante poiché solo chi vi aderisce potrà potenzialmente, dopo l’adozione dello scambio automatico d’informazioni a partire dal 2018, rimanere cliente della piazza mantenendo i propri averi depositati presso di noi”.

Generali non ha nascosto le preoccupazioni e le sicure conseguenze negative a breve termine ma ha sottolineato che le banche hanno già da tempo allineato le loro strategie alle mutate condizioni. Anche l’ABT nell’ambito delle proprie attività si sta attivando da tempo prima di tutto offrendo tramite il proprio Centro di Studi Bancari un’informazione e una formazione professionale di assoluta qualità. Infatti, per parare i contraccolpi della crisi occupazione si sta anche allestendo un programma di riconversione per gli operatori finanziari.

Il Presidente ABT ha anche ricordato e elogiato gli sforzi compiuti da Ticino for Finance con il Cantone per promuovere la piazza ticinese, anche se le nostre condizioni quadro, in primis la tassazione fiscale, non sono sufficientemente competitive in un confronto intercantonale.

Generali infine ha sottolineato i rischi insiti nell’iniziativa in votazione il prossimo 14 giugno sulla tassazione delle successioni. “Per le aziende famigliari, che costituiscono i 4/5 di tutte le aziende, si tratterebbe di un sostanziosissimo aggravio spesso in concomitanza, in molti casi, con la liquidazione di eredi in linea diretta che non partecipano e non intendono farlo, alla gestione dell’azienda familiare. Aggravio che provocherebbe all’azienda un massiccio aumento dell’indebitamento e, nel peggior caso, scoraggerebbe la continuazione dell’attività.”

Il Direttore Franco Citterio ha ripercorso le fasi e le decisioni storiche che portarono nel 1990 alla creazione del Centro di Studi Bancari.

L’idea di costituire un Istituto superiore di studi bancari e finanziari, sostenuta e discussa all’interno dell’ABT, fu promossa a partire dal 1987 dall’allora Presidente ABT Luigi Generali e da Amilcare Berra (già Direttore della succursale ticinese dell’UBS e allora membro della Commissione federale delle banche).

Nel 1989 l’Assemblea generale riunita in seduta straordinaria decise all’unanimità la creazione del CSB, con il quale “si vuole dare ai futuri partecipanti la possibilità di un aggiornamento e approfondimento permanente di quelle discipline professionali soggette a una continua evoluzione, di approfondire e ampliare la formazione e il bagaglio culturale dei corsisti e fornire loro la possibilità di confronto con esperti esterni non necessariamente di formazione accademica e provenienti dal mondo professionale, bancario, istituzionale. Far operare i partecipanti all’interno di un gruppo ristretto; stabilire contatti attraverso conferenze seminariali ad hoc con istituzioni finanziarie, professionali e di ricerca.”

Il 1. ottobre 1990 il CSB iniziò le proprie attività presso la sede di Villa Negroni sita nel Comune di Vezia ma di proprietà della Città di Lugano. L’attività si svilupperà progressivamente negli anni. In particolare, oltre ai corsi di formazione per membri di direzione e quadri medi e superiori del settore bancario, furono introdotti corsi per analisti finanziari e gestori patrimoniali, mentre nel 1995 verranno intergrati i corsi per l’ottenimento del Diploma federale d’impiegato di banca.

Ripercorrendo le principali fasi storiche e ricordando che nel 2009 il CSB ha assunto una forma giuridica indipendente diventando fondazione, Citterio ha ribadito il ruolo centrale del CSB nella formazione e dell’aggiornamento professionale rivolto non solo agli impiegati di banca ma a tutti gli operatori della piazza.

Per sottolineare l’avversario nei prossimi mesi saranno organizzati dal CSB alcuni eventi centrati sul futuro dell’economia e della finanza ticinese.

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