
"Consideriamo infondati tali timori". Così, sulle pagine del GdP, la consigliera federale Doris Leuthard replica a coloro che temono un riversamento delle auto dei frontalieri dall'autostrada alle strade cantonali, in caso di accettazione, in votazione popolare, dell'aumento del prezzo del contrassegno autostradale, da 40 a 100 franchi. "Le strade cantonali non dispongono delle necessarie capacità per poter attirare i frontalieri e costituire una vera e propria alternativa all'autostrada" ha aggiunto colei che da qualche mese è anche un po' ticinese, avendo acquistato una casa nel Gambarogno. "I pendolari che quotidianamente si recano sul posto di lavoro sono interessati ad un collegamento buono, diretto ed efficiente."
La consigliera federale sarà sabato a Bellinzona, invitata dalla Camera di Commercio, per parlare del tema, accompagnata dal presidente del Consiglio degli Stati Filippo Lombardi e dal consigliere nazionale Fabio Regazzi. Dopodiché dovrà cercare di convincere anche i delegati del PPD, riuniti in assemblea a Tenero, della bontà dell'aumento del prezzo della vignetta. Lei, a proposito, non ha dubbi.
"Grazie alla vignetta anche i numerosi automobilisti provenienti dall'estero partecipano al finanziamento della nostra rete autostradale" ha affermato Doris Leuthard, sempre al GdP. "L'anno scorso hanno versato più di un terzo dei proventi totali della vignetta. Se per coprire i costi del finanziamento delle strade si aumentasse il prezzo della benzina, i conducenti esteri farebbero il pieno prima del confine svizzero e non verserebbero più un centesimo per la nostra infrastruttura."
Riguardo al collegamento veloce Bellinzona-Locarno, Doris Leuthard ha ribadito quanto già sostenuto in più sedi: lo si farà solo se l'aumento del prezzo della vignetta sarà accettato dal popolo svizzero. "Senza il finanziamento, l'ampliamento della rete delle strade nazionali non si potrà effettuare" ha detto, rimandando al mittente le accuse di "ricatto" o "minaccia". "Sono accuse infondate" ha sostenuto la consigliera federale. "Come in tutte le famiglie, non si può pretendere di avere qualcosa senza essere disposti a pagare."
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