
Il problema del traffico nel Sottoceneri torna al centro dell'attenzione politica. Ieri in una mozione al Governo, tre deputati PPD chiedevano lo spostamento del tracciato A2 tra Mendrisio e Chiasso. Oggi, dalle colonne de La Regione, il presidente della Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto Andrea Rigamonti ha fatto il punto della situazione sul potenziamento dell'A2 fra Lugano sud e Mendrisio, che prevede una terza corsia dinamica (ovvero aperta nei momenti di forte traffico).
Alternative alla terza corsia? "Non ce ne sono"
"Alternative non ce ne sono, se non rimanere allo status quo, ciò che non può andare assolutamente bene per l'agglomerato" sottolinea Rigamonti ai microfoni di Radio 3i. "La Commissione regionale dei trasporti con i comuni ha indicato più volte che il progetto prioritario resta il completamento di AlpTransit a Sud di Lugano. Ma quest'ultimo e il progetto di completamento dell'autostrada vengono finanziati a livello federale da due fondi differenti. Il progetto della terza corsia dinamica è già a buon punto, mentre quello di AlpTransit è troppo lontano dalla sua realizzazione (si parla del 2054)".
Secondo Rigamonti il progetto della terza corsia ha anche il merito di valorizzare il territorio: "Prevede una galleria da Bissone a Maroggia, permettendo una riqualifica e lo spostamento della cantonale fuori da questi due comuni. Con gli inerti si potrebbe riqualificare la riva lacustre da Mendrisio-Capolago fino a Melano, dove verrebbe realizzato un semisvincolo per sgravare il paese dal traffico parassitario".
Per i contrari il rischio è un ritorno all'auto
C'è chi invece rimane fermamente contrario alla terza corsia dinamica. Per i Cittadini del territorio, porterebbe solo ulteriore traffico: "Dove si tenta di aumentare la capacità delle strade, aumenta il traffico" risponde Rolando Bardelli, membro di comitato, a Ticinonews. Secondo Bardelli bisogna agire in modo incisivo sul traffico locale e regionale. "Se ci fossero più lavoratori che condividono l'auto e diminuissero il numero di veicoli sull'autostrada, non bisognerebbe spendere quasi un milione di franchi per questo progetto. È un guardare indietro, invece di orientarsi a concenzioni di mobilità orientate al futuro". Il rischio altrimenti, secondo Bardelli, è che la gente tornerebbe a utilizzare l'auto.
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