
Il dado, come si suol dire, è tratto. Dopo il voto di ieri in Consiglio comunale - con l'approvazione del credito di 450'000 franchi per l’organizzazione di un concorso di architettura volto al recupero e alla valorizzazione del comparto dell’ex Macello - il Municipio di Lugano ha deciso di inoltrare la disdetta agli autogestiti che da quasi 17 anni occupano gli stabili del sedime.
Insomma, non sarà oggi oppure domani, ma il futuro dell'autogestione al Macello è segnato. Spetterà al Gruppo di lavoro Cantone-Città trovare una sede alternativa agli autogestiti. Per qualcuno devono lasciare Lugano, per altri possono restare sulle rive del Ceresio (vedi articoli suggeriti).
L'associazione idea autogestione (AIDA) ha voluto prendere posizione in un post su Facebook indirizzato al vicesindaco Michele Bertini, in cui gli si rimprovera di aver perso l'occasione "per passare da un filo ad un trama e tessere un nuovo tessuto sociale per la città", accettando "l'idea di integrare, magari con degli aggiustamenti, l’esperienza pluri decennale dell’autogestione".
"Michele, come vanno le cose in consiglio comunale si sa benissimo e quindi avendo i numeri potete avanzare come carri armati. Va bè fa parte delle dinamiche in democrazia che il più forte decide. Ma il punto focale della discussione è che nessuno in municipio e tanto meno in consiglio comunale vuole esporsi e proporre il riconoscimento dell’autogestione come la possibilità di esperienze autonome da parte di cittadini di persone di uomini e donne - di cui la maggior parte in divenire. Con la disdetta di fatto rompete quell'esile filo che legava le autorità e l’autogestione... rotto quello non ci sarà più traccia per le generazioni future di poter esercitare il diritto di autodeterminarsi in modo autonomo e collettivamente", si legge nel post.
"Non credo che si possa andare fieri di questo anche se moltissime persone ti sostengono e si complimentano - purtroppo la non conoscenza e i molti pregiudizi fanno da padroni... basta sentire i vari commenti di molti consiglieri... - No Michele, avete perso un’occasione per passare da un filo ad un trama e tessere un nuovo tessuto sociale per la città! Bastava calarsi sul rapporto di minoranza e accettare l’idea di integrare, magari con degli aggiustamenti, l’esperienza pluri decennale dell’autogestione".
"Mi dirai che avete provato di tutto per cercare il dialogo, in parte te ne do atto, ma non avete mai voluto accettare la realtà della contro parte e avete sempre preteso che si dovessero adeguare alle vostre regole che possono essere valide per la stragrande maggioranza delle situazioni cui operate ma non si addicono ad un rapporto con un assemblea! Difatti il CSOA è retto da una dinamica assemblare ed è solo accettando questa logica che potevate intavolare una discussione", conclude la presa di posizione dell'associazione AIDA.
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