
Tornano a riempirsi i silos del Mulino di Maroggia a due anni e mezzo dallo spaventoso incendio che il 23 novembre del 2020 demolì la struttura. Oggi è un giorno importante, con le prime consegne di grano ticinese, anche se per tornare a pieno regime ci vorrà ancora un po’ di tempo. “L’altro giorno, quando abbiamo premuto il tasto ‘start’ e abbiamo udito i primi motori che iniziavano a girare, sembrava di vedere il mostro di Frankenstein, quando gli hanno dato la corrente e lui cominciava a vivere. È stata una bella emozione”, racconta ai microfoni di Ticinonews il titolare Alessandro Fontana.
Un sospiro di sollievo per tutti
Il giorno della ripartenza rappresenta un momento felice, perché se è vero che si tratta di una ripartenza parziale, “è comunque una pietra miliare nella storia della ricostruzione di questi due anni e mezzo, perché non abbiamo più soltanto ghiaia e terra, ma il nostro prodotto e la nostra materia prima”. Una grande emozione “per noi e un grande sollievo per i produttori del canton Ticino, che finalmente hanno potuto iniziare a consegnare il loro grano. Erano già 10 giorni che mi pressavano perché dovevano scaricare il prodotto, dato che non avevano più spazio nei loro carri”. La messa in servizio “è sempre un momento un po' delicato, ma finalmente oggi possiamo tirare un sospiro di sollievo, sia noi sia i produttori che hanno potuto consegnarci la merce”.
Il sostegno ricevuto
Ripercorrendo la vicenda, nei giorni successivi all'incendio Fontana ha ricevuto il supporto da parte di un collega del canton Argovia, che ha preso la sua produzione. Un gesto decisamente importante. “Oltre che collega, è anche un caro amico - precisa Fontana - anche perché un'operazione così va fatta con una certa delicatezza, dato che ho ceduto la mia attività a un potenziale concorrente”. Questo caro amico è venuto sul posto il giorno seguente all'incendio, mentre le operazioni di spegnimento erano ancora in corso “e ci siamo organizzati subito. È stato di vitale importanza per noi, ma naturalmente anche per i nostri clienti, perché novembre è alta stagione per quello che riguarda determinati prodotti, come i panettoni”. Si è trattato quindi “di un grande aiuto di cui sarò riconoscente per sempre”. E oltre al supporto da parte del collega, c'è stato anche un enorme sostegno a livello popolare… “Devo essere sincero, quando ci si trova in mezzo a una situazione del genere, sapere di avere stima e aiuto, e il fatto che tante persone credano nella rinascita, nella ricostruzione, sono aspetti estremamente importanti”.
I passi da compiere
Oggi si sono riempiti i primi silos, ma il lavoro da fare rimane ancora molto. “Abbiamo ritirato circa 150 tonnellate di merce e ne avremo altre 5-600 da ritirare nei prossimi giorni”, prosegue Fontana. Inoltre, anche il cantiere sta proseguendo a ritmi serrati “perché ci sono tutte le prossime fasi del processo che ancora devono venire completate. Come dicevo prima, questa ricostruzione è una pietra miliare, ma non siamo ancora arrivati a destinazione”.
Un salto tecnologico importante
Se si vuole trovare un aspetto positivo in tutta questa vicenda, ad oggi sono stati forniti dei macchinari decisamente all'avanguardia, i quali hanno permesso di compiere un salto tecnologico importante. “Io ho sempre visto il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. Probabilmente per via del mio carattere, però è ovvio che un rinnovo di questo genere, quindi totale, dalle fondamenta al tetto, è stato possibile solo per questa disgrazia che ci è capitata”, spiega Fontana. “Abbiamo fatto 30, anzi 31, e ne abbiamo approfittato per sistemare tutte le situazioni che prima erano limitanti, soprattutto per quel che riguarda la struttura antica che avevamo. Ci dovevamo adattare noi e il processo alla struttura, adesso abbiamo fatto il contrario”, conclude il titolare.
Il "tour" all'interno della struttura:

