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Il racconto
"Con il paziente oncologico spesso il silenzio vale più di mille parole"
Immagine Ticinonews
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Daniele Coroneo
4 anni fa
Quello delle Feste può essere un periodo difficile per chi convive con un tumore. A dare sostegno, anche in questi giorni, ci sono i volontari della Lega Cancro.

"Per una decina di anni sono stato volontario presso il Telefono Amico, dove lo strumento principale è il telefono. Il senso usato è quindi solo l’udito. Io volevo avere con la persona un contatto visivo". L'utilizzo di tutti e cinque i sensi ("Più, forse, anche il sesto") ha condotto Flavio Varini fra i volontari della Lega Cancro Ticino.

Dal 2019

Dopo una vita nei ranghi della Polizia cantonale, Varini è diventato volontario della Lega Cancro nel 2019, anno in cui è passato al beneficio della pensione, dopo avere finito la sua carriera alla testa della Giudiziaria. I compiti che lui e l'altro centinaio di volontari ticinesi svolgono a favore dei pazienti oncologici sono diversi, ma tutti accomunati da un unico, grande impegno.

Insegnamenti e domande

Un'attenzione che è garantita anche in questi giorni di festa, spesso difficili per chi convive con un tumore. "Tutto dipende dalla relazione che ha il paziente con la malattia", considera Flavio Varini. "Ci sono delle persone che la vivono come un'esperienza positiva, che può portare degli insegnamenti. Altri invece si sentono vittime e non riescono a capacitarsi del perché sia capitato proprio a loro, finendo talvolta per rimanere chiusi in una bolla, senza riuscire a uscire. Nel periodo delle feste sono molto importanti i famigliari, la cui vicinanza aiuta i malati a passare le feste con più tranquillità".

Silenzi eloquenti

Ogni malato è diverso. È diversa la diagnosi, è diverso il decorso della malattia, ma sono diversi anche le personalità, gli affetti, i desideri, le speranze, le paure. Per ogni malato, l'approccio del volontario è differente. "Si crede che con il paziente si debba per forza parlare, ma tante volte il silenzio vale più di mille parole", racconta il volontario della Lega Cancro. "Così come un semplice gesto quale è tenere la mano, in silenzio. Può sembrare difficile e lo è. Non parlare per 15 minuti è tanto: l'uomo ha sempre voglia di dire qualcosa, perché sembra che nel silenzio non stia bene".

Il volontario-confessore

Il silenzio si carica allora di significato, per il malato oncologico e per il volontario. Quando questi torna a casa, staccare completamente è impossibile. "Ci si prova, ma non è come girare la chiave in una serratura", spiega Flavio Varini. "Dopotutto hai appena passato il pomeriggio con una persona che, magari, conosci da anni, e che forse senti che si sta avvicinando alla fine". Il volontario costruisce allora con il paziente una relazione solida, diventando pure a volte un confessore. "Quando c'è un bel rapporto il paziente si confida e racconta dei segreti mai rivelati, cercando di alleggerirsi un po'. Oppure racconta di desideri non realizzati, di amori mai confessati e di difficoltà con i famigliari, con la sofferenza di lasciarli senza essere riusciti a riallacciare un rapporto. La persona diventa non più fragile, ma più aperta".

27 nuovi aspiranti volontari

Flavio Varini è volontario della Lega Cancro Ticino assieme a un centinaio di altre persone, impegnati in visite a domicilio, nei trasporti dei pazienti per le cure e nell'assistenza all'interno degli ambulatori ospedalieri e dei reparti di cure palliative. La pandemia ha un po' ridotto i ranghi dei volontari della Lega Cancro, così come il numero di ore di servizio prestate: dalle complessive 14'525 del 2019, si è passati alle 4'992 del 2020 e alle 6'551 del 2021. Le restrizioni anti-Covid hanno giocato un ruolo significativo. Nel mese di gennaio inizierà un ciclo di formazione per 27 nuovi aspiranti volontari della Lega Cancro. I corsi hanno durata trimestrale e prevedono lezioni per una sera a settimana, più due sabati. È il primo ciclo di formazione dopo la pandemia. Anche nei prossimi anni, comunque, nuove leve sono benvenute.