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Ticino
Con il lockdown più fiducia nella politica, non tra italofoni
Foto © CdT/Gabriele Putzu
Foto © CdT/Gabriele Putzu
Keystone-ats
6 anni fa
Secondo l’Ufficio federale di Statistica essa è diminuita per i cittadini di lingua italiana, che inoltre temono di più di non arrivare a fine mese. Per lo studio però la pandemia non ha intaccato il benessere soggettivo degli svizzeri

L’epidemia di Covid-19 non ha influito negativamente sul benessere soggettivo degli svizzeri. Secondo un’analisi dell’Ufficio federale di statistica (UST) è invece fortemente aumentata la fiducia nel sistema politico, ma non tra gli italofoni. Il coronavirus non ha inciso sulla soddisfazione inerente alla propria vita attuale, alle relazioni personali e al sentimento di felicità né sulla percezione del proprio stato di salute, afferma l’UST in un comunicato diramato oggi.

Dopo il lockdown diminuisce la fiducia tra gli italofoni
Intanto durante il lockdown parziale la quota di persone che ha indicato di avere una fiducia elevata o molto elevata nel sistema politico è salita dal 47,5% di prima del confinamento al 54,0%. Essa è cresciuta soprattutto tra le persone di oltre 65 anni, tra le donne, tra i cittadini di nazionalità svizzera e tra le persone con un’istruzione di grado secondario II o terziario. Da notare invece che tra coloro che hanno risposto all’inchiesta in italiano la fiducia nel sistema politico è diminuita rispetto a poco prima del lockdown, passando dal 56% a circa il 50%. Tra i partecipanti germanofoni essa è fortemente aumentata, mentre tra i francofoni solo lievemente.

Tabella UST sulla percentuale di persone con fiducia “elevata” o “molto elevata” nel sistema politico. Il dato in blu si rifierisce al 2019, quello in arancione a prima del semi-confinamento (1.1.-15.3.2020) e quello in rosso durante il semi-confinamento (15.3.-20.6.2020)
Tabella UST sulla percentuale di persone con fiducia “elevata” o “molto elevata” nel sistema politico. Il dato in blu si rifierisce al 2019, quello in arancione a prima del semi-confinamento (1.1.-15.3.2020) e quello in rosso durante il semi-confinamento (15.3.-20.6.2020)

Le preoccupazioni
A destare preoccupazione sono per contro la situazione finanziaria futura e la sicurezza dell’impiego. La quota di persone attive professionalmente che ha indicato di considerare molto basso il rischio di perdere il lavoro nei seguenti dodici mesi è scesa nettamente, dal 64,2% a inizio anno al 53,5% durante il confinamento. Si sono detti preoccupati soprattutto uomini, stranieri, francofoni e persone in difficoltà finanziarie.

Paura di non arrivare a fine mese

Complessivamente, a livello svizzero, il semi-lockdown non diminuito la quota della popolazione che afferma di arrivare a fine mese “facilmente o molto facilmente”, quota che resta attorno al 50%. Non è così a livello degli italofoni, che dove questa percentuale passa dal già basso 25% di prima del lockdown a poco meno del 15%.

Tabella UST sulla percentuale di persone che trovano “facile” o “molto facile” arrivare a fine mese. Il dato in blu si rifierisce al 2019, quello in arancione a prima del semi-confinamento (1.1.-15.3.2020) e quello in rosso durante il semi-confinamento (15.3.-20.6.2020)
Tabella UST sulla percentuale di persone che trovano “facile” o “molto facile” arrivare a fine mese. Il dato in blu si rifierisce al 2019, quello in arancione a prima del semi-confinamento (1.1.-15.3.2020) e quello in rosso durante il semi-confinamento (15.3.-20.6.2020)

L’UST ha interpellato 7’507 persone prima del confinamento parziale (tra il 12 gennaio e il 15 marzo) e 4’864 persone durante esso (16 marzo-20 giugno).

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