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Ticino
Con il drone dentro al LAC
Con il drone dentro al LAC
Con il drone dentro al LAC
Redazione
6 anni fa
Michel Gagnon racconta il teatro chiuso, così chiuso che ci siamo entrati con il drone

Anche se la vita del LAC non è molto lunga, già ha vissuto quello che nessun teatro si sarebbe mai aspettato. Essere chiuso per pandemia. “È stato un un terremoto per noi. Da anni il mio mestiere è essere in un teatro, il teatro è un luogo d’incontro tra artisti e pubblico. Adesso non ci sono artisti e non c’è pubblico. È triste, veramente triste”, racconta il direttore Michel Gagnon.

Una situazione del tutto nuova che ha permesso a Teleticino un esperimento (autorizzato dalla direzione del LAC), entrare nel centro culturale luganese con un drone. Per mostrarlo da un punto di vista del tutto nuovo, proprio nei giorni in cui la direzione sta cercando di capire come si potrà lavorare in un modo del tutto nuovo. “Devo cambiare tutto il mio modo di pensare. Non posso più pensare che l’importante sia riempire la sala”, racconta il direttore.

Ormai i ragionamenti sono rivolti alla prossima stagione: “ Abbiamo superato il terremoto, ma bisogna pensare a settembre e ottobre, quando l’apertura del LAC sarà probabilmente diversa da quelle passate”, spiega Gagnon.

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