
Il direttore del Movimento artistico ticinese (MAT) Mirko D'Urso torna sulla diatriba con la presidente dell'UDC luganese Simona Sassi Ceresoli, contro la quale ha annunciato che inoltrerà denuncia per diffamazione a seguito di un post su Facebook (vedi articoli suggeriti).
La polemica, ricordiamo, è nata in seguito a una discussione via social su come salvare il MAT, che dovrà cambiare sede entro il 2023 per fare spazio a un parco fluviale. La discussione si è poi concentrata sulla figlia di Sassi Ceresola, che aveva deciso di lasciare la scuola.
Secondo D'Urso l'UDC aveva consigliato alla presidente sezionale di togliere la figlia dalla scuola perché lui è di sinistra. Sassi Ceresoli aveva invece ribatutto che la decisione era legata al fatto che lui avrebbe frequentemente perso le staffe, dava in escandescenze e diceva "un sacco di volgarità", citando altri episodi che poi sono stati rimossi dalla pagina social e per i quali è scattata la denuncia.
A tutela della sua figura privata e professionale D'Urso torna di nuovo sulla questione, inoltrando il modulo d'iscrizione per l'anno 2016-2017 firmato da Sassi Ceresoli in data 18 agosto 2016, ossia "ben 9 mesi dopo i fatti che lei aveva citato nel suo post originario e poi modificato su Facebook" (che si sono verificati a dicembre 2015).
"Questa iscrizione" sottolinea D'urso, "dimostra quanto le sue affermazioni riportate sui social siano diffamatorie nei miei confronti, perché ipotizzando che la signora Sassi Ceresola, nonostante schifata dal mio modo di pormi e di insegnare, avesse deciso di non ritirare sua figlia dal corso per non farle interrompere l’anno in corso. Come è mai possibile che nell’agosto 2016, dopo 9 mesi dagli eventi da lei citati e dopo due mesi dalla fine del saggio finale 2015-2016, decida di iscrivere nuovamente sua figlia al MAT e indicando addirittura il sottoscritto come "scelta insegnante”?
"Quale mamma iscriverebbe nuovamente sua figlia ad un corso di teatro sapendo che questo stesso insegnante è violento, volgare e privo di rispetto per le donne?" si chiede D'Urso. "Nessuna. E tantomeno la Signora Sassi Ceresoli che è sempre stata un’ottima madre".
"In conclusione la Signora Sassi Ceresola, negando il fatto che la decisione di ritirare la figlia sia avvenuta per motivi politici (che tra l’altro era una motivazione del tutto plausibile) dopo la pubblicazione dei video su "prima i nostri” realizzati dal sottoscritto e dopo tutti gli attacchi ricevuti in quei giorni dall’apparato leghista e udc, avrebbe semplicemente potuto dire che sua figlia aveva deciso di non confermare l’iscrizione per motivi personali-privati, non politici, ma tantomeno non legati al mio modo di insegnare e in generale alla mia persona".
Per quanto concerne la diatriba con il Signor Tiziano Galeazzi, D'Urso spiega che hanno avuto modo di confrontarsi e chiarirsi privatamente. "Il discorso per entrambe le parti si è chiuso in maniera positiva. Personalmente non ho nulla di personale contro l’UDC se non ovviamente idee politiche diametralmente opposte".
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