
Si dice preoccupato Fausto Procacci, direttore del Centro residenziale a medio termine di Comunità familiare; preoccupato perché sa, ormai da un anno e mezzo, che, a causa del mancato rinnovo del contratto di locazione dopo i necessari interventi di ristrutturazione allo stabile, a fine 2016 dovrà lasciare l’attuale sede all’interno del Centro professionale sociale (Cps) di Gerra.
La situazione per strutture pubbliche simili è infatti critica. Come spiega Procacci a LaRegione, "Dal 1997 sono sparite in Ticino due strutture residenziali per persone maggiorenni con problemi di dipendenza. Dovesse abdicare anche il nostro, all’utenza rimarrebbe una sola opportunità pubblica, nel Luganese: un monopolio terapeutico che lede il diritto del paziente nel poter individuare e scegliere l’istanza di cura secondo lui più appropriata. Uno dei rischi è dover ricorrere ad un frontalierato al contrario".
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