
La decisione del Consiglio di Stato di ristornare solo il 50% delle imposte pagate dai frontalieri ha logicamente suscitato le reazioni degli amministratori dei comuni di frontiera, i quali saranno toccati in prima persona da questa decisione. A questo proposito abbiamo raggiunto telefonicamente Guido Bertocchi, Presidente dell’Unione di comuni Lombarda Terre di frontiera, che raggruppa quattro comuni di frontiera, ossia Bizzarone, Faloppio, Ronago e Uggiate-Trevano.
Come avete recepito la decisione del Consiglio di Stato di dimezzare il ristorno delle imposte pagate dai frontalieri in Svizzera? "Con grande preoccupazione per il fatto che da qualche giorno queste notizie si rincorrevano e si aveva sentore di qualche novità su dei fondi cui noi oggettivamente facciamo affidamento”
Ed ora quali passi concreti intendete fare? “Redigere un documento da allargare il più possibile anche ai comuni vicini per rendere attenti sul fatto che per noi sono fondi assolutamente importanti ed indispensabili e risolvere la questione sarebbe veramente importante. Mi da l’impressione della classica situazione dove litigano marito e moglie e ci vanno di mezzo i figli che sono i meno colpevoli”.
Se si potesse quantificare in percentuale, quanto vi verrebbe a mancare? “Bisognerebbe fare dei conti. Il primo problema è che noi abbiamo già redatto i preventivi ed abbiamo ipotizzato le cifre in entrata. Banalmente saremmo costretti a fare un calcolo sulla metà. Se abbiamo preventivato 200'000 per una determinata voce, ci ritroviamo con 100'000 euro. Sono cifre non irrisorie per comuni di piccole dimensioni. Bizzarone ha 1500 abitanti, Uggiate ne ha 4500 ed è il più grosso”.
Che invito si sente di fare alle forze politiche svizzere e italiane? “Assolutamente di trovare un accordo. Non è possibile che due Stati come quello italiano e svizzero, che hanno la stessa radice, per certi versi la stessa lingua, usi e costumi debbano litigare in questa maniera senza trovare una soluzione. Capisco la frizione contingente ma deve essere contingente e deve essere risolta nel migliore dei modi e nel minor tempo possibile”. Oltre al parere del Presidente dell’Unione di comuni Lombarda Terre di frontiera abbiamo raggiunto anche il sindaco di Grandola ed Uniti Giancarlo Zanfanti. Altro importante bacino di confine che vede impegnati molti cittadini che giornalmente si recano nel nostro Cantone per lavorare.Al primo cittadino è stata chiesta un’opinione su quanto accaduto ieri a Bellinzona: “Mi auguro che il ragionamento in Ticino sia uguale a quello di Berna, anche se l’orientamento tra le due parti mi pare ben diverso. Mi auguro anche che il ministro Tremonti si ravveda sulle sue posizioni e che si renda conto della grande opportunità che ci dà il Ticino, che dà a tutte le zone di confine”.“Per quello che concerne il mio comune" - aggiunge Zanfanti - "sono 160 le persone che attraversano il valico di Oria per andare in Svizzera a lavorare. Sono lavoratori contenti di poter partecipare allo sviluppo di questo paese e vengono ben ricompensati per il loro sforzo quotidiano”.L’intervista giunge al termine con un’altra precisazione “trovo che queste trattenute siano scorrette e spero che la proposta di Giuliano Bignasca di passare dal 38% al 12,5% delle imposte prelevate sul lavoro dei frontalieri non venga accettato. Questo significherebbe” continua il sindaco “non poter garantire ai cittadini fondamentali servizi, come per esempio le scuole”. Cristina Carbone/Marzio Minoli
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