
Lunedì mattina a tutti i media del Ticino è arrivato un comunicato stampa del Dipartimento del territorio: “Tassa sul sacco: primo bilancio”. “La maggior parte dei Comuni ha adattato correttamente i propri regolamenti e diminuito l’importo della tassa base”, si legge nel testo. E ancora: “La riduzione media della tassa base è circa del 21% (v. tabella allegata)”. Ecco che tutti i giornalisti del Cantone hanno aperto la tabella Excel allegata.
Il rimprovero ai comuniSono contenuti i calcoli di 56 comuni su 115. Verosimilmente perché negli altri non vi sono stati mutamenti di sorta. Ma in rosso e grigio sono elencati i comuni poco virtuosi che non hanno abbassato o addirittura hanno alzato la tassa base. E infatti, in grassetto, si legge: “È doveroso segnalare che alcuni Comuni hanno mantenuto invariata o hanno persino aumentato la tassa base, provocando di conseguenza ai cittadini un aumento dei costi legati allo smaltimento dei rifiuti. Ciò disattende le indicazioni del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio”.
Sgridati ma virtuosiUna sana strigliata alle amministrazioni comunali che fa sempre bene quando non si rispetta la legge. Non fosse che… alcuni dei comuni non virtuosi erano e sono in regola. Un esempio è Neggio, che oggi con un comunicato se l’è presa con i mezzi di informazione: “Preso atto delle indicazioni riportate dai media riguardo il paventato rincaro della tassa base dei rifiuti, comunica che contrariamente a quanto riportato la “Tassa base” è stata adeguata al ribasso”.
“È una fake news”Poi c’è Magliaso, che si è limitato a inviare un’email ai servizi cantonali, ma dal titolo esplicito: “Fake News – Tassa base raccolta rifiuti Comune di Magliaso”. Nella missiva il Comune se la prende per il fatto di essere stato “in modo del tutto ingiustificato e arbitrario messo in cattiva luce quale per nulla “virtuoso” con i propri cittadini”. Dopo aver esposto gli errori riportati nel comunicato, Magliaso chiede “che possa essere fatta una rettifica da parte del Dipartimento del territorio, che è uscito in maniera inopinata con dei dati inveritieri”.
Cos’è successo?Secondo un nostro rapido controllo gli errori contenuti nella tabella del Cantone sono almeno tre. Oltre a Neggio e Magliaso, vi è anche Cademario che ha approvato il regolamento con una tassa base di 90 franchi (più una quota individuale) e sta per applicarla. Nei dati diffusi invece figura ancora la vecchia tassa di 230. È comunque poco chiaro come mai sia stata inviata alla stampa un’analisi imprecisa (e forse frettolosa). Da nostre informazioni, nelle ultime settimane più media si sono rivolti ai servizi preposti per chiedere informazioni sull’attuazione della tassa sul sacco (tra questi ci siamo anche noi). Anche la trasmissione Patti Chiari tratterà il tema prossimamente. È verosimile che per rispondere alla pressione mediatica si sia lavorato di fretta. Così, da nostre informazioni, i funzionari cantonali si sarebbero affidati ai dati riportati sui siti internet dei Comuni (o almeno di quelli che non sono riusciti a contattare direttamente). Ma qualunque ticinese sa che le homepage comunali, soprattutto quelle dei piccoli villaggi, sono ben poco aggiornate e curate (per non dire, spesso, abbandonate a loro stesse).
Il nuovo studioDa noi contattato il Dipartimento del territorio ha preferito, per il momento, non prendere posizione. Ma pare che il comunicato diffuso non sia piaciuto nemmeno a Bellinzona e sarebbe già in corso una nuova analisi, più dettagliata ed esaustiva che permetta di capire quali comuni hanno davvero “disatteso le indicazioni del Consiglio di Stato”.
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