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Ticino
Comunali: i commenti dei giornali
Redazione
14 anni fa
Le opinioni di Fabio Pontiggia (condirettore CdT), Matteo Caratti (direttore laRegione) e Gianmaria Pusterla (vicedirettore GdP)

Le prime pagine dei giornali, perlomeno dei tre quotidiani ticinesi, sono naturalmente dedicati alle elezioni comunali. Ecco alcuni spunti tratti dagli editoriali.Il condirettore del Corriere del Ticino Fabio Pontiggia titola “Determinanti le persone, non i partiti”. Secondo Pontiggia “laddove vi erano candidati forti, profilati, autorevoli, corretti, benvoluti, vicini al sentire dei cittadini, i partiti ne hanno beneficiato e sono andati avanti; laddove i partiti hanno potuto (o voluto) contare solo sulla bandiera, senza avere in lista nomi di spicco, i consensi non sono arrivati”. Gli esempi citati sono quelli di Bellinzona, con Mario Branda, Chiasso con Moreno Colombo e Locarno con Carla Speziali. Un’analisi che prende in causa anche il PPD “Il partito di Giovanni Jelmini, in particolare, non ha trovato nomi trainanti né a Bellinzona né a Chiasso e ha subito così due cocenti sconfitte”.Il direttore della Regione, Matteo Caratti titola invece “Supermario abbatte il Noce e a la Lega non fa bingo”. Secondo Caratti “Ciò che oggi ha però sottovalutato Martignoni è che da un amministratore e da un capo di una compagine collegiale si attende capacità di governo, ovvero capacità nel risolvere i problemi”. Sempre secondo il direttore del quotidiano bellinzonese “L’elettorato  di Bellinzona ha poi anche lanciato un chiaro segnale politico: vogliamo finirla con un sindaco “contro”, che in definitiva ti fa marciare sul posto; ora la Città ne vuole uno “per”. Non manca l’analisi del voto leghista “Soprattutto dopo il successo di Borradori e Gobbi alle cantonali ci saremmo però attesi qualcosina in più almeno ai seggi. Segno che la Lega non ha ancora gli uomini giusti per raccogliere la fiducia a livello locale”.Il vicedirettore del Giornale del Popolo, Gianmaria Pusterla presenta il suo editoriale con il titolo “Tante sorprese, anzi no”. Pusterla punta sulla disanima dei numeri, sottolineando che “ La nascita di molte liste civiche  e la discesa in campo di molti candidati che si indentificano nei partiti storici ma sono inseriti proprio in liste con altre denominazioni mischiano ulteriormente le carte”. Inoltre “sostanzialmente i partiti storici hanno mantenuto le loro posizioni, con un incremento che premia la Lega. È chiaro che un municipale guadagnato o perso in una città ha un altro peso specifico rispetto a un seggio in più o in meno in un borgo”. MM

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