
“Al momento vige la decisione presa dal Consiglio di Stato il marzo scorso e quindi si conferma la data del 18 aprile per le prossime votazioni comunali”. Marzio della Santa, Caposezione degli enti locali, ai microfoni di Radio3i sembra spegnere sul nascere le discussioni relative alla prossime votazioni di aprile. La risposta arriva dopo che, la scorsa settimana, alcuni avevano contestato l’opportunità di tenere l’appuntamento elettorale, in particolare il Sindaco di Massagno Giovanni Bruschetti, intervistato in merito da Teleticino.
Le misure per garantire il voto
Le votazioni, spiega Della Santa, avverranno comunque con una modalità particolare, con un’attenzione specifica alle misure di sicurezza per le persone coinvolte e si cercherà di spingere sul voto per corrispondenza: “Le due preoccupazioni maggiori sono proprio queste: da un lato assicurate la procedura di spoglio in tutta sicurezza per chi sarà coinvolto e rispettivamente facilitare i cittadini e le cittadine a esprimere il proprio voto con un rischio il più possibile contenuto. Per questo si sta riflettendo e lavorando con i comuni sulla possibilità di un voto per corrispondenza facilitato dall’affrancatura della busta. Bisogna comunque considerare che oggi il 95% degli aventi diritto di voto lo fa per corrispondenza, quindi mantenendo i seggi aperti magari solo la domenica mattina si lascia la possibilità di esprimere il voto rinforzando però la volontà politica di esprimerlo per corrispondenza”.
Cosa cambia da aprile scorso?
Perché lo scorso aprile avete deciso di rinviare le votazioni e adesso siete sicuri che invece si potranno tenere? Qual è la differenza? “I fattori sono sostanzialmente due”, risponde Della Santa, “da un lato la maggiore consapevolezza di tutti noi sulle misure da adottare per poter convivere con questo virus. Dall’altra il fatto che noi oggi siamo all’inizio della procedura e possiamo anche prepararci affinché il voto per corrispondenza sia facilitato. Lo scorso maggio avevamo già recapitato gran parte del materiale alla popolazione e in questo senso misure d’urgenza non potevano essere adottate. Il margine di manovra dunque era ben più ristretto”.
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