
A causa della situazione straordinaria provocata dal coronavirus, mercoledì scorso il Consiglio di Stato aveva deciso di annullare le elezioni comunali di aprile e di prorogarle al mese di aprile 2021. Dopo questa decisione scatta il ricorso presentato da Fiorenzo Cotti, Annie Griessen Cotti e Pierluigi Zanchi, candidati per i Verdi-POP-Indipendenti al Municipio e al Consiglio comunale di Locarno.
"I ricorrenti sono coscienti della delicata situazione che in cui versano il Cantone Ticino e l'intera Confederazione - si legge nel documento di 25 pagine - È legittimo poter dubitare e chiedere alla Giustizia di valutare se vi è un esercizio abusivo della Legge".
Secondo i ricorrenti, "la minaccia di COVID, o altre catastrofi maggiori arrischiano di accompagnarci per anni e riproporsi. Ma anche a livello locale lo Stato di necessità, a causa delle catastrofi naturali, arrischia di diventare d'attualità sempre più spesso in futuro. Per questo il presente ricorso va letto come strumento per capire quali sono i limiti da porre al Governo nell'utilizzo dello Stato di necessità".
"ll ricorso non deve essere né strumentalizzato né essere visto come un'offesa a chi è concentrato a combattere le nefaste conseguenze della malattia. Il Consiglio di Stato ha commesso un atto grave, lasciando intendere che in queste situazioni occorre istituire una sorta di legge marziale e sospendere (peggio annullare) ogni processo democratico, non essendovi valida alternativa. Alla stregua di una dittatura, l'attività statale sembra di poter proseguire mediante decreti governativi di urgenza". L'articolo 40 non permette di annullare le elezioniI ricorrenti contestano al Governo di aver giustificato il decreto di annullamento delle elezioni basandosi sull'articolo 40 della Legge federale sulle epidemie (Lep), dove si legge che "le autorità cantonali competenti ordinano provvedimenti al fine di impedire la propagazione di malattie trasmissibili in seno alla popolazione o in gruppi specifici di persone". Per i tre, "si vede bene che l'articolo 40 della Lep non permette di annullare uno scrutinio, imposto dalla Costituzione e dalla legge cantonali".
Inoltre, annullare le elezioni imposte dalla Costituzione e dalle leggi "perché non c'è la necessaria serenità", si tratta di "un giudizio unilaterale e soggettivo che non regge. Una limitazione dei diritti politici deve essere giustificata da motivi oggettivi inderogabili, in quanto la democrazia deve essere garantita anche in una situazione di emergenza".
I ricorrenti chiedono dunque al Tribunale federale "di accogliere l'istanza" e "concedere l'effetto sospensivo» per permettere che le operazioni di voto proseguano regolarmente. "Entro il 29 marzo il Consiglio di Stato dovrà informare il Tribunale federale sulla possibilità di svolgere le operazioni di spoglio. Nel frattempo, tutte le schede pervenute nei Comuni sono conservate regolarmente e chiuse a norma di legge".
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