A Bellinzona tutto è possibile
La sfida in piazza Nosetto si fa interessante e non esente da sorprese. Il punto sulle comunali nel decoder di Teleticino
di Laura Milani
A Bellinzona tutto è possibile
© CdT/Gabriele Putzu

Super Mario, com’è stato soprannominato, è stato il più votato il 2 aprile di quattro anni fa. Oltre 12mila preferenziali: 1’299 in più del liberale radicale Andrea Bersani che, un po’ a sorpresa, nel giro di tre giorni, rinuncia al ballottaggio per evitare il rischio di rovinare la concordanza tra i partiti.

Proprio quella concordanza PS-PLR nel tempo è diventata bersaglio di tutte le altre forze politiche. Compreso chi, nel 2017, correva a braccetto con socialisti e Partito Comunista. Quattro anni dopo molte cose sono cambiate. L’Unità di sinistra ha perso la componente verde. Ad aprile gli ecologisti scenderanno in campo con MpS, Forum Alternativo, Partito operaio e Indipendenti. Una sinistra alternativa con nomi più che conosciuti nella capitale; e che punta anche lei ad entrare in Municipio.

Aggiungiamoci alcuni recenti episodi infelici, dai sorpassi di spesa alle inchieste per i decessi alla Casa anziani di Sementina, nonché un paio di rinunce di peso e sì: nulla appare scontato all’ombra dei castelli. Neppure l’attuale equilibrio nella stanza dei bottoni, composto da tre seggi PLR, due PS, uno PPD e uno Lega. Certo: sebbene orfana dei Verdi e dell’uscente Capo dicastero cultura, l’Unità di sinistra scende in campo agguerrita, con una lista forte e con concrete possibilità di conservare un, o meglio, una, Malacrida in Municipio. Tanto più che i recenti episodi infelici di cui dicevamo riguardano per lo più altri partiti. Difficilmente, quindi, intaccheranno la capacità di Mario Branda di raccogliere consensi trasversalmente e non solo in casa socialista.

Ben due gli uscenti PLR che non si ripresenteranno: Andrea Bersani e Christian Paglia, travolto dalla polemica sui sorpassi, appunto. Non per questo il partito liberale radicale, guidato dall’uscente Simone Gianini, rinuncerà a lottare, anzi. Obiettivo: mantenere la maggioranza relativa e conquistare anche il sindacato, sfoderando tre ex municipali dei quartieri nonché il capogruppo in consiglio comunale Fabio Käppeli. Ma nemmeno gli altri partiti staranno a guardare. Dal PPD stretto attorno all’uscente Giorgio Soldini e con diverse proposte giovani; alla destra, proclamatasi anche lei forza d’opposizione pur con in lista l’uscente Mauro Minotti, accompagnato da nomi come Tuto Rossi, Brenno Martignoni e Sacha Gobbi.

Insomma: nonostante, va detto, per una certa fetta della popolazione la prima legislatura della Nuova Bellinzona abbia ingranato la marcia e dato il là a diversi progetti strategici - dai castelli al parco fluviale, passando dal nuovo comparto stazione, per citarne alcuni - la sfida in piazza Nosetto si fa interessante, non esente da possibili sorprese.

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