
Dopo Lugano e Bellinzona, anche Locarno si prepara ad accogliere uno o più volti nuovi in Municipio. Quanti di preciso lo scopriremo domenica 5 aprile. Ma qualche certezza già c’è: il primo ad aver annunciato pubblicamente che lascerà Palazzo Marcacci è il vicesindaco PPD Paolo Caroni, municipale dal 2008.
"È stata una decisione sofferta - ci ha spiegato - dovuta soprattutto ad impegni professionali nonché alla mia elezione in Gran Consiglio. La mia speranza è che anche la futura compagine municipale possa lavorare con lo stesso spirito unitario che a mio modo di vedere ha contraddistinto il lavoro in questi anni, portando alla concretizzazione di molti progetti".
È invece di oggi l’indiscrezione della Regione che nemmeno il socialista Ronnie Moretti, in Municipio dal 2012, sarà più della partita. Si tratterebbe di una decisione personale o di una strategia della commissione cerca volta ad un rinnovamento, come ci hanno lasciato intendere altri esponenti del partito? Il diretto interessato non commenterà fino a mercoledì, giorno dell'assemblea della sezione locarnese del PS.
Chi invece ci ha confermato la sua disponibilità è il già municipale ed ex gran consigliere Bruno Cereghetti. Così come è cosa nota che il PS presenterà una lista con il partito comunista, dopo che ieri sera i Verdi e il Partito operaio popolare hanno ufficializzato la loro. Ma le carte, puntualizza il presidente sezionale Alberto Inderbitzin, saranno svelate e ufficializzate soltanto mercoledì sera durante l’assemblea.
Si metteranno per contro tutti ancora a disposizione gli altri uscenti: oltre al sindaco Alain Scherrer, il PPD Giuseppe Cotti, il leghista Bruno Buzzini e i liberali radicali Davide Giovannacci e Niccolò Salvioni. Quest’ultimi, in lista, potrebbero anche avere un concorrente di peso: il deputato Nicola Pini, che però non ha ancora sciolto le riserve.
Insomma: sul Verbano c’è parecchio movimento. Così come sul Ceresio. Settimana prossima sarà cruciale: lunedì Fabio Schnellmann scioglierà le riserve dopo la rinuncia di Michele Bertini. Mentre venerdì 17 gennaio il PPD dovrà ratificare o meno la lista approvata dall’Ufficio presidenziale. E dopo le dimissioni di Angelo Petralli e i malumori espressi da Nadia Ghisolfi, fuori dalla lista, non sono esclusi colpi di scena.
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