
Lo scorso 19 agosto 2017 negli uffici di una società di Lugano tre persone hanno comprato con denaro rivelatosi in gran parte fasullo (solo 5 delle 479 banconote da 1.000 franchi erano vere) un orologio Patek Philippe Wristwatch 1518 del 1952 da un commerciante ginevrino, il quale ha poi sporto denuncia. Ieri alla sbarra alla Corte delle Assise criminali di Lugano, presieduta dal giudice Mauro Ermaini (giudici a latere Luca Zorzi e Carlo Luigi Caimi) vi erano due delle almeno sei persone che, a mente del procuratore pubblico Nicola Respini, hanno collaborato a questa truffa del tipo «rip-deal».
Come riporta il Corriere del Ticino entrambi sono stati giudicati colpevoli. Si tratta di un 38.enne sloveno, difeso dall’avvocato Carlo Borradori e condannato a 24 mesi di carcere (di cui 8 da espiare) e all’espulsione dal territorio elvetico per 7 anni; e di un 26.enne italiano residente nel Mendrisiotto da 10 anni, difeso dall’avvocato Edy Meli e condannato a 20 mesi interamente sospesi e all’espulsione per quattro anni. Lo sloveno di professione è commerciante di ferro dalla Slovenia all’Italia e ha affermato di avere a sua disposizione in patria una Maserati e di aver ricevuto come ricompensa per la truffa circa 450 euro.
L’italiano ha alle spalle condanne per truffa e ricettazione (una in Italia e una in Svizzera) e ha un procedimento in corso (per cui vale la presunzione d’innocenza) per un'altra truffa rip-deal ai danni di un ginevrino che avrebbe fruttato ai presunti autori 1,3 milioni di franchi. È figlio di un pregiudicato italiano morto qualche anno fa a cui erano stati confiscati conti e immobili in Ticino. Un terzo presunto correo, un 25.enne, è stato arrestato in Italia (così come il 38.enne sloveno) e doveva essere estradato negli scorsi mesi. Nel frattempo è però stato condannato per furto in Italia (pena che sconterà ai domiciliari) e l’iter si è bloccato. Gli altri correi sono latitanti.
Tutti i dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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