
Il Consiglio federale oggi, lo ribadiamo, ha emanato nuove misure anti-Covid. La crescita esponenziale dei contagi in Svizzera ha impaurito le autorità che hanno imposto nuove regole a livello federale. I Cantoni infatti potranno adottare misure più restrittive ma non potranno decidere di non seguire una norma in vigore da domani.
Il Consiglio di Stato lunedì in giornata durante una Conferenza stampa aveva già emanato alcune delle misure poi confermate dai consiglieri federali oggi eccezion fatta per il numero delle persone duranti gli eventi privati, la ristorazione e le grandi manifestazioni. I colleghi di Teleticino sono stati a Palazzo delle Orsoline per capire la reazione del Governo.
“Le decisioni sono coerenti con il grido d’allarme lanciato a livello nazionale”, ha asserito Raffaele De Rosa (DSS). “Era importante che il Consiglio federale desse una conformità con tutti gli altri Cantoni, è importante far capire queste regole per farle anche accettare dalla popolazione”, ha aggiunto. “Non bisogna sottovalutare la situazione, il destino è nelle nostre mani ed è importante applicare tutti gli insegnamenti che abbiamo imparato durante la prima fase”.
“Il mini lockdown non era un tema in discussone nemmeno durante la consultazione del weekend. Le misure ricalcano semplicemente quelle misure già emanate in Ticino con alcune restrizioni in più per quanto riguarda gli eventi privati, la ristorazione e le grandi manifestazioni”, ha spiegato Norman Gobbi, presidente del Governo ticinese.
Con l’annuncio delle nuove misure anti-Covid la Confederazione sembra aver ripreso le redini delle scelte. “Se la Confederazione vuole prendere sempre più decisioni dovrà anche dichiarare lo stato di situazione straordinaria”, ha sottolineato Gobbi.
Fra le misure di contenimento risaltano quelle legate ai grandi eventi sportivi. Questi infatti ci saranno ma ciò che mancherà sarà il pubblico. Il Consiglio federale ha infatti messo il limite a 50 spettatori: “Mi preoccupa da amante dello sport, da Consiglio di stato posso capire la misura dell’autorità federale. I club hanno fatto degli sforzi importanti per applicare i piani di protezione e passare da 3000 a 50 spettatori, è un danno economico che dovrà essere compensato da qualche parte e qui entrerà in campo la Confederazione”, ha concluso.
Da zero a dieci Gobbi si dice “preoccupato se queste misure non venissero rispettate dalla popolazione, il comportamento negligente può mettere in pericolo altre persone”.
Per quanto riguarda, invece, il settore della cultura Manuele Bertoli (DECS) ha affermato: “Ora il settore dovrà capire quali saranno le ripercussioni, il tema importante ora è capire quanto durerà questa cosa”. Per quanto riguarda, invece, la scuola Bertoli si dice dispiaciuto per la misura decisa a livello universitario. “Non credo che gli allievi universitari siano il fulcro della pandemia”, ha sottolineato.
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