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Ticino
Compodino: "Si proceda all'analisi di un nuovo impianto"
Compodino: "Si proceda all'analisi di un nuovo impianto"
Compodino: "Si proceda all'analisi di un nuovo impianto"
Redazione
8 anni fa
Naufragata l'ipotesi Pizzante, il Municipio di Locarno auspica una "soluzione nell’interesse di tutta la regione"

Il Gran Consiglio ha respinto, rinviandola al Consiglio di Stato, la proposta di modifica del Piano di utilizzazione cantonale del Parco del Piano di Magadino (varianti Impianto di compostaggio d’importanza sovracomunale in località Pizzante) e lo stanziamento di un credito di CHF 1’000’000 per la sua attuazione. Una soluzione che avrebbe dovuto permettere di risolvere la questione Compodino, l'impianto attivo da oltre un trentennio, in zona non conforme, le cui esalazioni maleodoranti mettono a dura prova la pazienza dei cittadini di Gordola. 

Secondo il parlamento cantonale, che ha fatto proprio l’articolato rapporto della Commissione speciale per la pianificazione del territorio, lo smaltimento dei rifiuti vegetali del Locarnese necessita un ulteriore approfondimento per valutare se la realizzazione di un nuovo impianto è effettivamente necessaria, anche perché - si legge nel rapporto commissionale - la soluzione proposta nel messaggio governativo difficilmente potrebbe essere implementata e realizzata in tempi brevi alla luce delle diverse resistenze che già ora si sono manifestate contro il progetto. Il Gran Consiglio ha inoltre invitato il Consiglio di Stato ad attivarsi affinché possa trovare una soluzione alternativa a quella del Pizzante e al contempo a fare in modo che l'attività della Compodino SA cessi entro e non oltre 5 anni, attraverso una dismissione graduale dell'attività̀ e la conseguente bonifica dell'area attualmente occupata e utilizzata per le proprie lavorazioni.

In una nota, il Municipio di Locarno comunica di aver preso atto della decisione parlamentare di respingere la proposta del Consiglio di Stato. Una proposta che "si sapeva essere controversa" commenta l'Esecutivo, "come già mostrato in occasione della discussione avuta in Consiglio Comunale nel 2009, quando la stessa variante - allora proposta dal Municipio – non è stata approvata dal Legislativo comunale per mancato raggiungimento della maggioranza qualificata, pur ottenendo la maggioranza dei voti espressi (19 voti favorevoli, 11 contrari e 6 astenuti)".

Nella sua presa di posizione su quanto discusso in Gran Consiglio, Locarno ricorda di aver "salutato positivamente l’avvio della procedura di variante al PUC proposta dal Consiglio di Stato, in quanto consapevole che è più che mai necessario trovare una soluzione pianificatoria ad una problematica di rilevante importanza regionale quale quella della gestione dei rifiuti organici" scrive l'Esecutivo, nonostante avesse preferito l'ipotesi di posizionamento accanto all'IDA Foce Ticino, "in modo da poter sfruttare delle sinergie nell’ambito del biogas, ma anche a tutela dei cittadini del Quartiere Locarno-Piano di Magadino, la cui associazione si era posta in modo critico".

L'Esecutivo ricorda infine che il Consiglio di Stato aveva deciso nel 1990 l’introduzione di una modifica d’ufficio al Piano regolatore della città per formalizzare l’attuale ubicazione. "Locarno ha sempre cercato delle soluzioni pragmatiche, insieme ai competenti servizi cantonali, per mitigare gli effetti negativi dell’attività di compostaggio. Sono infatti stati svolti numerosi sopralluoghi ed avviate delle procedure che nel corso di questi anni hanno permesso di migliorare la situazione. Negli scorsi mesi è stato intimato alla proprietaria dell’impianto l’avvio di una domanda di costruzione in sanatoria, volta a chiarire in via definitiva la situazione legale dell’attività contestata, ottenendo pure una decisione inequivocabile da parte dell’Autorità cantonale, sulle modalità di dismissione dell’impianto".

Naufragata definitivamente l’ipotesi Pizzante, il Municipio di Locarno auspica ora che il Dipartimento del Territorio proceda con l’analisi sulla necessità di un nuovo impianto e che, con il coinvolgimento dei Comuni di tutto il Locarnese, si possa identificare "una soluzione nell’interesse di tutta la regione, dei Comuni, degli artigiani e dei cittadini". In questo senso la Città di Locarno ribadisce la sua disponibilità a discutere in tal senso, anche con il coinvolgimento del Convivio Intercomunale dei Sindaci del Locarnese. 

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