Trasporti
Completamento AlpTransit, "sottoporremo il tema al ministero dei trasporti"
Redazione
28.04.2025 19:29

Consegnata la lettera firmata da Ticino, Lombardia, Piemonte e Liguria in cui si chiede di forzare il completamento della tratta. Il ministro italiano Musumeci: "Adesso si tratta di organizzare un incontro per confrontarci".
Mobilità e ampliamento
della tratta di AlpTransit. Questi i temi principali al centro dell’incontro
avvenuto oggi tra diverse autorità cantonali, in particolare il presidente del Gran
Consiglio Michele Guerra, e il ministro italiano per la protezione civile e le
politiche del mare Nello Musumeci. “Sono felice di aver aderito all’invito di Guerra”,
ha dichiarato Musumeci ai microfoni di Ticinonews. “Il corridoio in questione interessa
la Confederazione, in particolare il Ticino, e alcuni territori dell’Italia del
nord. Nei prossimi giorni sottoporremo il tema all’attenzione del ministero per
le infrastrutture e i trasporti, immaginando magari un tavolo bilaterale che possa
consentire uno scambio di idee e di fissare obiettivi certi”.
La missiva
L’incontro
odierno ha permesso anche di consegnare a Musumeci una lettera firmata da
Ticino, Lombardia, Piemonte e Liguria, in cui si chiede di forzare il completamento di questa tratta. Adesso “si tratta di esaminare
le istanze evidenziate nella petizione e di organizzare
un incontro per confrontarci e per capire quali sono i temi che possono essere
affrontati e risolti, e quali invece vanno trattati a lunga scadenza”, ha concluso Musumeci.
Guerra: "Importante lavorare assieme"
“Abbiamo un grande
interesse a completare AlpTransit, per evitare un collasso delle nostre vie di
transito”, ha rilevato Guerra. “Dalla parte italiana vi è pure la necessità di
questo completamento, perché è il perno centrale del corridoio ferroviario Rotterdam-Genova”.
Purtroppo “su questo corridoio ci sono molti pezzi incompleti e ciò porta i
treni a circolare a una velocità media di appena 65 km/h tra Lugano e Milano”.
Da qui “l’importanza di lavorare assieme affinché l’opera venga completata il prima
possibile e non dopo il 2050”. Aspetto, quest’ultimo, su cui dovrà esprimersi
il Consiglio federale.

