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Ticino
Compagnie indipendenti in difficoltà
Compagnie indipendenti in difficoltà
Compagnie indipendenti in difficoltà
Redazione
10 anni fa
Rete TASI si appella alle autorità per trovare spazi a basso costo dove poter inscenare gli spettacoli

Il Comitato di Rete TASI - l'associazione che rappresenta una cinquantina delle 90 compagnie indipendenti delle arti della scena della Svizzera italiana - denuncia la difficoltà di trovare spazi a basso costo dover poter mettere in scena gli spettacoli (ogni anno circa 110 per un totale di 600 rappresentazioni) e nuovi finanziamenti. 

Pur apprezzando il significativo impulso alla vita culturale della regione, derivato in particolare dall'apertura del Lac e da un rinnovato impegno di altre strutture teatrali (come per esempio il Teatro Sociale di Bellinzona e il San Materno di Ascona), come pure i contributi pubblici, Rete TASI fa notare che attualmente la situazione delle compagnie indipendenti della Svizzera italiana "non è disperata ma è molto, molto difficile".

"A Lugano, purtroppo è stato chiuso il cinema Teatro Cittadella e si sta riducendo sempre più la possibilità di usufruire del Teatro Foce, uno dei pochi spazi accessibili alle compagnie con budget ridotti, a causa della sua crescente sinergia con la programmazione del LAC (che necessita sempre più di spazi aggiuntivi)" si legge in una nota diffusa dal Comitato. 

Inoltre "i finanziamenti pubblici strizzano sempre più l’occhio (a volte li strizzano tutte e due) ad iniziative di grande impatto, indebolendo, inevitabilmente, il sostegno ad alcuni progetti locali".

La "grande cultura" rappresentata dalle compagnie internazionali, che è certo "lecito invitarle e proporre al pubblico locale", non potrebbe tuttavia esistere "se si fosse trovata ad affondare le sue radici in un deserto dell'immaginario come quello che si sta delineando in Ticino" prosegue Rete TASI. 

"Le compagnie indipendenti, con il loro lavoro, fanno nascere e crescere l'amore per il teatro interagendo con il territorio in modo estremamente diversificato. Senza di loro non si produrrebbe quell'humus culturale che è indispensabile per la crescita e la sensibilizzazione del pubblico".

Ma l'attuale politica non consente ai potenziali talenti locali di affermarsi. "Se Daniele Finzi Pasca e il Teatro Sunil non avessero trovato gli spazi e i finanziamenti per i loro primi spettacoli" sottolinea Rete TASI, "oggi il Ticino non potrebbe probabilmente vantare la presenza di una delle compagnie più in vista a livello mondiale".

L'associazione auspica dunque che si possa trovare un equilibrio stimolante "in cui i grandi teatri non soffochino i piccoli, dove poche compagnie non prosciughino i finanziamenti disponibili; in cui al fianco di una bella sala da mille spettatori se ne possano affiancare molte altre, minori, a basso costo e facilmente agibili. Difendiamo un posto per tutti, una cultura teatrale diffusa e una politica culturale che sostenga produzioni differenziate".

La nota si conclude con un appello alle autorità istituzionali a voler tener maggiormente conto delle necessità delle compagnie locali, mettendo a loro disposizione "le giuste risorse e gli spazi a basso costo per le proprie rappresentazioni".

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