
Cinque anni e sei mesi di reclusione per il 49enne ticinese che nel 2009 abusò della figlia della propria compagna, all'epoca dei fatti 13enne. È la condanna inflitta nel tardo pomeriggio di ieri dai giudici di Como al 49enne, residente in un comune poco distante dal Lago Maggiore, in carcere dall'ottobre dello scorso anno. Lo riporta la Regione.
La sentenza, letta dal presidente del Collegio giudicante Valeria Costi, prevede una provvisionale di 50mila euro per la ragazzina, oggi 17enne, e 10mila euro per la madre della minore, che è anche madre di un bambino avuto con il ticinese.
L'accusa chiedeva una condanna ben più pesante, 9 anni di reclusione, senza nessuna attenuante, in considerazione del fatto che l'uomo non ha mai ammesso i tre rapporti sessuali avuti con la minore. I giudicanti hanno invece concesso le attenuanti generiche.
I difensori si sono battutti per l'assoluzione della pena, sostenendo la tesi dell'inesistenza dei fatti, secondo cui la ragazzina avrebbe inventato tutto. La giovane si era decisa a denunciare in questura la vicenda solo lo scorso anno su pressione di una sua compagna di scuola. Circostanza che sconcerta è che la prima violenza sarebbe avvenuta nel momento in cui la madre della ragazza stava mettendo al mondo il figlio dell'uomo.
La magistratura ticinese, su richiesta della Procura di Como, ha posto sotto sequestro cautelativo la casa dell'uomo in Ticino e conti correnti presso banche svizzere per 300mila euro. L'entità del risarcimento del danno sarà stabilita dai giudici del Tribunale civile.
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