
Donne e bambini verranno trasferiti dall'accampamento di migranti creatosi nei pressi della stazione ferroviaria di Como. Lo ha annunciato ieri sera il prefetto di Como, Bruno Corda, a seguito di una riunione con rappresentanti della Questura, della Polizia ferroviaria, della Croce Rossa, della Caritas nonché della Rete comasca dei servizi per la grave marginalità.
In un comunicato stampa, il prefetto scrive che "è stata concordata una gestione coordinata dei servizi – alcuni dei quali già in corso di esecuzione – che verranno resi per fronteggiare la situazione in atto."
In pratica, da subito verrà garantito un presidio mobile sanitario e verranno installati dei moduli di servizi igienici nei pressi della stazione ferroviaria, sotto il coordinamento della Croce Rossa. La Caritas si occuperà invece di gestire la preparazione e la distribuzione dei pasti, con l'ausilio dei volontari, tra cui molti ticinesi, come quelli dell'Associazione Firdaus di Genestrerio, di Casa Astra e della Parrocchia di Chiasso. Sempre la Caritas si occuperà del vestiario, della biancheria e di altri generi di prima necessità.
Poi, una volta individuati degli appositi spazi, operazione già in corso di verifica, i migranti "più vulnerabili", come minorenni, donne e famiglie con bambini in tenera età, verranno spostati al chiuso.
Si tratta di una soluzione volta a fronteggiare l'emergenza. Resta però ancora da vedere come reagiranno i diretti interessati. Tra di loro, in molti hanno infatti già espresso la volontà di restare al parco, nonostante fossero state proposte loro delle alternative.
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