
Il deputato leghista Gianmaria Frapolli ha inoltrato un'interrogazione al Governo, nella quale chiede maggiori lumi sulle Commissioni paritetiche e la loro sorveglianza.
"Sul foglio ufficiale del 9 giugno 2017 si constata che la commissione paritetica cantonale per l’edilizia ed il genio civile ha effettuato l’iscrizione al registro di commercio. In una mia precedenteinterrogazione, in cui fondamentalmente il Consiglio di Stato declina la responsabilità circa la sorveglianza delle stesse a terzi, chiedevo lumi relativi ai controlli di tali commissioni" scrive il deputato.
"Lo stato attuale configura uno sbilanciamento tra i partner sociali determinato dal potere esercitato da funzionari (spesso di parte) delle Commissioni paritetiche verso le singole imprese".
"Le commissioni paritetiche possono agire in modo disinvolto grazie alla forte disponibilità di mezzi finanziari di cui dispongono, senza soggiacere a verifiche e controlli di cui, per contro, sono sottoposte le imprese e altri enti che svolgono la loro attività in ambito lavorativo, economico e sociale".
Volendo instaurare un rapporto costruttivo di lavoro "orientato a salvaguardare la pace sociale, dunque un partenariato sociale (paritetico) serio e affidabile, e non unilaterale", Frapolli pone le seguenti domande al Consiglio di Stato:
1. Come mai le aziende devono, giustamente, sottostare a importanti controlli da parte dell’autorità cantonale mentre le commissioni paritetiche, che hanno importanti doveri e obblighi verso i lavoratori e le imprese che le sorreggono finanziariamente, non risultavano neppure, almeno fino a qualche settimana fa, iscritte al registro di commercio?
2. Gli statuti della Commissione paritetica dell’edilizia e del genio civile sono datati 24 novembre 2016. Prima non esistevano?
3. In considerazione dell’inasprimento dei controlli amministrativi nelle imprese e delle consistenti verifiche effettuate nei luoghi di lavoro, con la scusante del rischio di dumping, da parte di queste commissioni, ritiene ancora giusto che tali controlli, fuori dall’ordinario, vengano eseguiti da un ente che non soggiace ad alcun tipo controllo cantonale?
4. Non ritiene che, considerate le difficoltà di mercato e di concorrenzialità con le quali è confrontato il Cantone, sia giunto il momento di dover vigilare, oltre che sul rispetto dei disposti contrattuali e di legge, anche sulla tutela del diritto di fare impresa e dei lavoratori attraverso norme che sanciscano obblighi deontologici e di trasparenza anche nella gestione a l’amministrazione delle Commissioni paritetiche?
5. Infine, non ritiene utile sollecitare la SECO, quale organo di controllo federale, affinché faccia opportune verifiche sullo stato delle Commissioni paritetiche che operano nel Cantone?
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