
Continua il momento buio del commercio ticinese. Anche la grande distribuzione, che fino ad ‘oggi sembrava reggere bene al calo di vendite, viene “risucchiata” dalla crisi.Calo di clienti e forza del franco alla base della crisi che è arrivata a toccare anche le superfici di vendita medie e grandi. Le cifre per il terzo trimestre comunicate dal KOF, il centro di ricerche congiunturali del politecnico di Zurigo non lasciano spazio a scenari positivi.Per quel che concerne i negozi piccoli sono oramai tre su quattro a lamentare il continuo calo delle vendite con conseguente diminuzione anche dei posti di lavoro stabili. A luglio il calo è stato del 4,8%, ad agosto del 7,4% e settembre ha chiuso con un meno 8%. Per il futuro si prevede un peggioramento.Ma il dato più preoccupante riguarda la grande e media distribuzione. Per il mese di luglio la flessione è stata del 3,2%, ad agosto del 7% e a settembre del 4,3%. Sostanzialmente stabile l’impiego, ma le prospettive future indicano un peggioramento degli affari. Per Paolo Poretti, vicepresidente Federcommercio, “l’offerta supera abbondantemente la domanda”. Per Poretti è chiaro che “fino a che gli Stati europei, in difficoltà a causa dell’eccessivo indebitamento, e i mercati finanziari non riusciranno a trovare una maggiore stabilità in grado di infondere fiducia ai consumatori, il settore del commercio continuerà a soffrire”. Poretti spera che il periodo natalizio possa dare un po’ di sollievo al settore.
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