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Ticino
Commercio: male i piccoli
Redazione
15 anni fa
I distributori medi e grandi hanno invece contenuto le perdite per il secondo trimestre 2011. L'euro tra le cause principali

La congiuntura nel commercio al dettaglio in Ticino rimane negativa. Oggi è stato pubblicato il rapporto del KOF, il centro di ricerche congiunturali del politecnico di Zurigo, con il quale si mette in evidenza come a soffrire in modo particolare siano i piccoli.Se nel mese di aprile si era registrato un aumento della cifra d’affari del 5,6%, questo risultato è stato ridimensionato dai risultati di maggio e giugno, con, rispettivamente – 1.6% e -6.4% nelle vendite.Cali dovuti essenzialmente al calo “insistente e pesante” della clientela. Solo l’8% degli intervistati si ritiene soddisfatto della situazione. Per il rimanente 92% gli insoddisfatti sono il 41% mentre coloro che reputano né buono né cattivo il momento sono il 51%. Le prospettive future non prevedono inversioni di tendenza.Per quel che riguarda invece la media e grande distribuzione la situazione  sembra leggermente migliore. Le cifre parlano di un – 1.4%  a maggio e un – 2.1%  a giugno. Ad aprile si era invece registrato un + 2%. Valutazione generalmente buona del settore, con un aumento degli utili trimestrali del 13%. In prospettiva si prevede una situazione stabile per i prossimi mesi.Il commento di Paolo Poretti, Vicepresidente Federcommercio“Purtroppo negli ultimi mesi si è fatto sempre più pesante l’apprezzamento del franco svizzero nei confronti dell’euro. Questo comporta una forte perdita di concorrenzialità del commercio al dettaglio locale nei confronti di quello oltrefrontiera”.“Il commerciante si trova nella scomoda posizione di essere confrontato con i prezzi della concorrenza che tendono a scendere a causa dei cambi – continua Poretti – con i prezzi all’acquisto non sempre adattati alla nuova situazione e con costi di affitto e di gestione che non calano”

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