
Non solo i negozianti di via Nassa o, come emerso recentemente, alcuni volti storici del commercio luganese come la Boutique Simbolo o la Drogheria Belotti (vedi suggeriti): anche Corso Elvezia si trova confrontato con una vera e propria emorragia di esercizi commerciali. Sono tante le vetrine vuote, quasi un terzo degli esercizi commerciali. Come evidenziato dal Corriere del Ticino, molti negozi o ristoranti aprono saltuariamente, altri cercano fortuna in altre vie di Lugano.
“Qui siamo dimenticati da Dio”, è lo sfogo di un negoziante, secondo cui Corso Elvezia, pur essendo vicino al centro, è una sorta di ‘periferia’. Anche a livello di traffico veicolare è un’arteria importante ma, complice anche la scarsità dei posteggi, in pochi si fermano. “A questo vanno aggiunte le multe: la Polizia è estremamente severa, sembra vada in giro a far cassa”, commenta un altro negoziante.
Alcuni puntano il dito contro il Municipio per via degli affitti troppo alti oppure per l'arredo urbano "poco attrattivo", qualcuno invece fa ma culpa.
Per cercare di comprendere meglio il problema, il prossimo 12 marzo si terrà un workshop tra negozianti, Città ed esperti. “L’intervento dei relatori non servirà a trovare soluzioni definitive, questa sarebbe un’illusione - ha spiegato il sindaco Marco Borradori al CdT - L’obiettivo è ascoltare e recepire degli stimoli nuovi”.
Tutti i dettagli nell’edizione odierna del Corriere del Ticino
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