
Sono circa 140 le persone che hanno partecipato ieri sera all'incontro organizzato dal Municipio con i commercianti di Lugano. Una buona affluenza di pubblico a riprova di quanto la tematica sia sentita. Ma l'impressione è che in molti abbiano lasciato la sala più confusi di quando fossero entrati.
Tra i commercianti, evidenzia il Corriere del Ticino, c'è chi ha fatto autocritica ("Se tutti assumiamo solo frontalieri è normale che il territorio s'impoverisce e poi non ci son soldi per far spesa da noi") e chi invece ha fatto "orecchie da mercante", dando la colpa a tutto e a tutti. Tra le cause della crisi è stato individuato il commercio online, gli affitti, il PVP, la mancanza di posteggi (ma c'è chi ha detto che di posteggi ce ne sono già troppi e ci vorrebbero più piste ciclabili), l'euro, la città che è «morta e vuota» e i limitati orari d'apertura.
Gli esperti si sono presi qualche applauso, ma anche qualche buu. A prendere la parola Alberto Montorfani dell'Associazione svizzera dell'economia immobiliare, Carlo Terreni (di NetCommSuisse, associazione degli operatori online), Luca Massimo Visconti dell'USI ed Emanuele Carpanzano della SUPSI, che hanno invitato a capire la tecnologia e sperimentare in nuove progettualità, e Anna Schindler, direttrice della Divisione dello sviluppo della Città di Zurigo.
Di fronte a tanti interventi - alcuni anche contraddittori - il sindaco Marco Borradori ha fatto un invito a tutti. "Oggi siete in 140, con 140 idee. E a Lugano ci sono tre associazioni di commercianti. Io vi chiedo per favore di scegliere tra di voi 10 rappresentanti che si mettano a parlare con noi. Fino a quando non l'avrete fatto noi dovremo chiudervi le porte".
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