
La festa di Halloween, andata in scena martedì con il suo corredo di travestimenti, dolci e zucche intagliate, è un avvenimento prettamente commerciale. Al suo fianco vi sono però ancora oggi festività ben più radicate, pratiche sociali legate al culto dei morti. Tra queste, la festa di Ognissanti che si svolge il 1. novembre, e quella della commemorazione dei defunti, che si festeggia oggi. “Fanno parte del lungo ciclo delle manifestazioni del periodo invernale, che si concluderanno con l’Epifania e il Carnevale”, spiega a Ticinonews Giovanna Ceccarelli, collaboratrice del Centro di dialettologia ed etnografia. “Un tempo, nella giornata di Ognissanti era consuetudine lasciare la porta aperta perché si credeva che i parenti defunti tornassero nelle abitazioni. Si lasciava loro un bicchiere d’acqua e un piatto di castagne bollite”. Il 2 novembre, invece, “i bambini dovevano lasciare alla mattina i loro letti in modo che i defunti, stanchi, potessero sdraiarsi e riposarsi dopo il lungo viaggio”.
“Commemorazione vissuta intensamente”
Feste come Halloween si basano su culti pagani che sono stati poi rifunzionalizzati in chiave cristiana. Ad essi “vengono sovrapposte delle funzioni liturgiche, delle preghiere e si cerca di cancellare ciò che riguarda gli schiamazzi”, afferma Ceccarelli. La commemorazione dei defunti che avviene il 2 novembre “è ancora vissuta intensamente in Ticino con una funzione pomeridiana, che avviene dopo un tempo di preparazione, la 'Novena'. Vi è una manifestazione liturgica durante la quale si ricordano i defunti e a volte il prete declama i nomi di coloro che sono morti negli ultimi 12 mesi. Tutte le tombe vengono inoltre benedette con l’acqua santa”.

