
I Verdi liberali Ticino - riunitisi oggi in assemblea al Centro Spazio Aperto di Bellinzona - hanno rinnovato il comitato cantonale. Per il periodo 2016-2018, riconfermato Franco Marinotti alla presidenza, insieme ai membri di comitato Nicolas Brianza, Florence Cavadini, Corinne Häberling e Stefano Pesce, ai quali si aggiungono Filomena Nina Ribi e Stefano Cantaluppi.
I Verdi liberali Ticino hanno colto l’opportunità dell’Assemblea per proporre ai propri membri e simpatizzanti un’analisi strategica. Svolta sulla base di un sondaggio interno, l’analisi vuole identificare quali siano le strategie da adottare in futuro per garantire al partito di sfruttare al massimo il proprio potenziale. Grazie ad una maggiore presenza su temi regionali e locali, i Verdi liberali Ticino sperano di potersi avvicinare maggiormente al territorio e alla popolazione e "vogliono dedicarsi anche ad importanti temi finora ignorati dagli altri partiti". L'obiettivo è quello di rivolgersi iparticolarmente alle fasce giovanili della popolazione, "i cui bisogni trovano poco spazio nell’agenda politica ticinese. Con questi propositi i Verdi liberali Ticino si preparano ad affrontare le sfide future con rinnovato entusiasmo".
"I Verdi liberali si trovano di fronte ad un momento decisivo della loro giovane vita nel panorama politico del Canton Ticino" ha affermato il presidente Franco Marinotti, che ha proseguito così: "Nonostante la situazione di impasse politica di cui il Ticino soffre da anni, sono convinto che il nuovo comitato saprà portare al nostro partito lo slancio necessario ad affermarci sul territorio. Il nostro Cantone ha bisogno, oggi più che mai, di soluzioni concrete e lungimiranti che permettano uno sviluppo sostenibile di ambiente, economia e società".
I Verdi liberali Ticino hanno infine stabilito un "sì" unanime all’iniziativa popolare "Per un abbandono pianificato dell’energia nucleare" in votazione il prossimo 27 novembre. Massimo Mobiglia, membro fondatore dei Verdi liberali Ticino, ha ribadito: "In seguito al disastro di Fukushima nel 2011, il Consiglio federale ha deciso l’uscita dal nucleare. Tuttavia, anche a causa della mancanza di una vera volontà politica in questo senso in seno al Parlamento, ad oggi non esiste un piano preciso per mettere in pratica il graduale smantellamento delle centrali nucleari. L’iniziativa fornisce una soluzione concreta ed attuabile che permetta di abbandonare l’energia nucleare in sicurezza e garantendo l’approvvigionamento energetico grazie alla promozione delle energie rinnovabili".
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