
“Chiesa a Berna e tutti a lavorare, lavorare, lavorare”. È questa la parola d’ordine dell’Udc Ticino che ieri sera a Bellinzona, al Comitato Cantonale, ha tirato le somme di un anno elettorale “estremamente positivo”. Il partito cantonale, in linea con quello nazionale, ha fatto infatti un balzo in avanti importante; in Ticino cresce e conserva la forza della destra che, assieme alla Lega dei Ticinesi, guadagna un seggio al Consiglio nazionale.
Risultati positivi
Per il presidente cantonale Piero Marchesi, questo comitato è stato tra i più positivi della sua vita. “Il popolo ha premiato il grande lavoro svolto dal partito, che ha saputo interpretare e tutelare la volontà popolare con ragionevolezza in molti campi politici” si legge in un comunicato. Le cifre “parlano da sé: alle recenti elezioni cantonali l’Udc è passata dal 6,7% al 10,3% (+3,5%), mentre alle federali ha aumentato del 3,4% i voti, raggiungendo il 15,1%”. In Ticino l’Unione Democratica di Centro è diventato il terzo partito, dopo PLR e Centro. Assieme alla Lega dei Ticinesi e all’UDF “ha conservato la forza della destra, malgrado i tentativi di alcuni di mettere in dubbio l’accordo con la Lega, confermando invece, che uniti si vince”. Marchesi si è congratulato con Raide Bassi, che subentra in Gran Consiglio a Paolo Pamini, eletto in Consiglio nazionale.
Sguardo al ballottaggio
Il prossimo passo da svolgere per il partito è quello di sostenere Marco Chiesa come rappresentante per l’area Lega – UDC e UDF per il Consiglio degli Stati. Al primo turno, ricordiamo, il candidato democentrista ha raggiunto un risultato impressionante: primo in quasi tutti i Comuni, con un vantaggio di circa 10'000 voti sul secondo candidato. Lo stesso Chiesa ha ribadito che il suo impegno politico nasce dall’amore alla Svizzera e al Ticino. “Non siamo politicamente corretti,” ha sottolineato, “ma diciamo quali sono i problemi e quali le soluzioni. La correttezza politica la lasciamo agli altri”.
L’alleanza con la Lega
Marco Chiesa è il rappresentante dell’area di destra, come ha ribadito il capogruppo Sergio Morisoli. Il leghismo “non è per niente morto, la Lega è e resta l’alleato per eccellenza dell’Udc per portare avanti dei progetti politici cari alla gente”. La squadra dell’area di destra “ha vinto 7 volte alle urne negli ultimi anni”.
I passi da compiere
Le prossime sfide non saranno solo le elezioni comunali ad aprile ma, vista la crescita dell’Udc a tutti i livelli, anche una riorganizzazione del partito, che dovrà svolgersi nei prossimi 12-18 mesi. “Bisognerà rafforzare gli organi, migliorare l’efficienza del segretariato e la comunicazione. Va pure fatta una riflessione sulla presidenza: dare nuove prospettive e individuare i nuovi leader per i prossimi 4-8 anni. Occorrerà anche coinvolgere i non eletti, le persone che hanno voglia e passione di impegnarsi”. Essere il primo partito in Svizzera e avere ora un ruolo di rilevo anche in Ticino, non è un punto di arrivo, bensì “una responsabilità che va presa sul serio. L’Udc deve continuare con forza e motivazione a fare opposizione costruttiva laddove serve e ad essere elemento di traino della politica sui temi cardine del partito”.

