
Dopo la decisione del Tribunale Federale di non accogliere il ricorso di Comida in merito alla gestione delle mense scolastiche, le stesse passeranno sotto la diretta gestione del Cantone. Ma la società che fino ad oggi aveva l’appalto per le mense ritiene che non si sia ancora detta la parola “fine” alla vicenda. Ecco il comunicato stampa: “DECS- Gestione pubblica dei ristoranti scolastici: Il Tribunale federale ha deciso! “Per questi motivi il Tribunale federale pronuncia: “Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è parzialmente accolto, la sentenza impugnata è annullata e la causa viene rinviata al Tribunale amministrativo del Cantone Ticino per nuovo giudizio nel senso dei considerando (…)” si legge. E inoltre:”Altro che integralmente respinto! Contrariamente a quanto ha comunicato ieri alla stampa, il Direttore del DECS aveva in qualche modo già incautamente anticipato parte di detta sentenza della II Corte di diritto pubblico del 1° maggio 2013 allorquando, il giorno 17 aprile 2013, negava la nostra seconda proposta amichevole poiché, citiamo “(…) ad oggi sono già state impostate tutte le misure per dar seguito alla decisione del Consiglio di Stato del 7 dicembre 2011 (…)”. ‘Assunzioni precipitose?’ Il comunicato continua con toni duri: “Anche in questo caso come può, un Consigliere di Stato, sostenere l’assunzione di un numero rilevante di collaboratori in anticipo rispetto ad una decisione che, non solo viene respinta, ma che di fatto e diversamente da quanto ancora una volta egli sostiene, non può essere ad oggi garanzia di sicuro successo”. “Termini quali federalismo e democrazia diretta vengono sfacciatamente sostituiti, dal Direttore del DECS, con azioni che poco o nulla hanno a che fare con la nostra Costituzione Federale. Arrogarsi il diritto di prelazione sul TRAM è un atto indegno di qualsiasi giustificazione, un abuso di potere che deve essere condannato senza remissione!” continua il comunicato. “Accozzaglia di farneticazioni” L’attacco di Comida verso Bertoli non si ferma: “Un Consigliere di Stato, un uomo eletto dal popolo, che fa del suo credo politico una demagogica accozzaglia di farneticazioni (mal)celate dietro l’obbiettivo dichiarato di promuovere soluzioni nell’interesse pubblico?! Ci preme ricordare al Signor Bertoli che vi è una sostanziale differenza tra democrazia e autocrazia”. Comida conclude con:“Se non è stato in grado di portare nulla di concreto nella sua sterile legislatura non può e, soprattutto, non deve arroccarsi dietro una funzione pubblica per promuovere immani aborti concepiti nelle sue bislacche botteghe! Se la nostra Azienda avesse di fatto perso la causa, mal si comprende il motivo per cui dovrà essere proprio lo Stato del Cantone Ticino a rifondere Comida SA con un'indennità a titolo di ripetibili della sede federale, oltre ad una cospicua riduzione delle spese giudiziarie”. "In conclusione ribadiamo come questa sentenza non abbia ancora scritto la parola fine, per buona disperazione del Direttore del DECS, non segnando quindi in modo definitivo il destino di Comida SA e di tutta un’economia privata che soffre, ancor prima della recessione, l’ingerenza di famigerate politiche alla “Bertoli”.
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