
"Alla luce del chiaro risultato popolare che ha visto la popolazione ticinese sostenere in maniera inequivocabile la sanità pubblica, dicendo No alla LEOC, mentre l’iniziativa “Giù le mani dagli ospedali” ha ottenuto quasi il 49% dei voti, riteniamo che il Consiglio di Stato e il Parlamento debbano discutere urgentemente come continuare con la pianificazione ospedaliera, che di fatto la maggioranza del popolo ticinese rimette in discussione su alcuni punti chiave".
A scrivere sono i deputati Ivo Durisch e Milena Garobbio che, a nome del gruppo PS, sottopongono un'interpellanza urgente al Governo per sapere come si intende procedere con gli ospedali di valle e il ridimensionamento del settore privato, nell'interesse di una sanità di qualità e accessibile a tutta la popolazione.
Durisch e Garobbio chiedono dunque al Consiglio di Stato: "In che modo intende tener conto dei risultati e rivedere il previsto declassamento degli ospedali di zona di Faido e Acquarossa? Non intende affrontare i nodi dell’organizzazione della sanità a Locarno (sovrapposizione dell’offerta dell’Ospedale La Carità e della clinica S. Chiara) e dell’organizzazione del settore madre/bambino a Lugano attraverso un concetto diverso da quello delle società miste, chiaramente respinto, segnatamente tramite l’avvio di trattative per l’acquisto di parte delle strutture private da parte dell’EOC? Non intende proporre una politica di espansione dell'Ente ospedaliero cantonale, al posto delle società miste bocciate dal popolo? Non ritiene necessario riattivare la commissione pianificazione ospedaliera?"
I due deputati chiedono inoltre maggiori lumi al Governo su come intende rafforzare il settore pubblico nella sanità tramite un'interrogazione. Durisch e Garobbio ritengono particolarmente importante intervenire verso tutte quelle condizioni che oggi sfavoriscono l'EOC rispetto alle cliniche private e chiedono al Governo come intende agire verso "quelle situazioni puntuali che di fatto oggi penalizzano il settore pubblico nella sanità rispetto al privato", ossia:
• obbligo ai compiti di salute pubblica per l’EOC, ma non per le cliniche private;• differenza di punti TARMED a favore del settore privato;• dispensa per il privato, anche se sovvenzionato dallo Stato, di sottostare alla legge sulle commesse pubbliche;• esenzione per il privato dal contributo di solidarietà versato dall’EOC al Cantone (3 milioni di franchi);• esenzione dall’obbligo di trasparenza (le norme di trasparenza pienamente richieste e osservate da anni da parte dell’EOC non sono assicurate nel privato e non sono neppure richieste; un’analisi seria del funzionamento del contratto di prestazione andrebbe fatta per verificare modalità di fatturazione delle prestazioni nel settore privato).
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