
Parlare di pace, per affrontare il tema della guerra. Una parola questa che fino al mese scorso per i più piccoli era fatta di soldatini, magari qualche scontro tra i supereroi intenti a salvare il pianeta, o a qualche azzuffata al parco, insomma un gioco. Ora invece questa parola ha assunto dei contorni e dei volti diversi a cui anche loro. A spiegarlo è la maestra della scuola dell’infanzia di Ligornetto Elisa Casellini. “Vogliono dare un senso e capire. Abbiamo ritenuto importante rispondere alle domande dei bambini per evitare che si creassero delle paure”.
I terribili fatti dell’ultimo mese hanno fatto discutere gli adulti così come i più piccoli. Uno dei luoghi privilegiati per farlo è l’ambiente scolastico, un ambiente in cui i bambini si confrontano quotidianamente e in cui passano buona parte del loro tempo e per aiutare il corpo docenti a barcamenarsi tra gli avvenimenti che hanno investito l’est Europa la direzione scolastica si è incontrata per tracciare delle linee guida. “Nei giorni successivi all’inizio del conflitto l’ispettorato ha dato un’indicazione di massima e le direzioni si sono mobilitate, in modo che i docenti avessero qualche spunto”, ha spiegato il vicedirettore dell’Istituto scolastico di Mendrisio Daniele Gaffuri.
Ma le risposte non sono sempre facili da dare. Un modo però c’è e, per ossimoro, si racconta della pace, attraverso storie, attraverso disegni ma anche riflessioni. “Si può pensare che i bambini così piccoli non si facciano delle idee sulla guerra, ma in realtà sono delle spugne e per questo è importante spiegare loro ciò che è la realtà”, ha aggiunto Casellini.
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