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Ticino
Come mai Widmer-Schlumpf ha cambiato idea?
Redazione
12 anni fa
Il consigliere di Stato Norman Gobbi spiega come mai il Consiglio federale ha rivisto la sua posizione sulla chiusura dei valichi secondari

"Non è possibile chiudere i valichi secondari di notte, sarebbe in contrasto con gli accordi di Schengen."

Lo aveva affermato, nemmeno un mese fa, la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, rispondendo all'appello dei sindaci del Mendrisiotto, capitanati da Carlo Croci.

Oggi, invece, il Consiglio federale si dice più "disponibile a esaminare in modo approfondito, nel quadro dell'esercizio delle competenze di polizia e in collaborazione con le autorità italiane e quelle del Canton Ticino, una chiusura notturna dei valichi secondari tra Svizzera e Italia, come avviene presso quello di Pizzamiglio."

Cosa è cambiato nel frattempo? Radio 3i lo ha chiesto al direttore delle Istituzioni, Norman Gobbi.

"Sicuramente il fatto che il Consiglio federale abbia accolto la mozione di Roberta Pantani e Lorenzo Quadri che chiede la chiusura notturna dei valichi secondari, proprio perché in prossimità vi sono dei valichi sempre aperti e maggiormente presidiati dalle Guardie di confine è un riconoscimento del lavoro che è stato fatto" commenta quale premessa il consigliere di Stato.

"Abbiamo parlato ancora l'altra settimana con la consigliera federale Widmer Schlumpf, spiegandole le necessità di poter attuare questa misura che permetterebbe da un lato di chiudere alcune vie di entrata e di uscita durante la notte che vengono utilizzate dai criminali transfrontalieri, dall'altro di concentrare le attività di controllo e di presidio del territorio sugli assi principali e sugli abitati del Mendrisiotto e del Malcantone" afferma Gobbi. "Proprio perché con questo riusciamo a concentrare le forze e rendere ancora più efficace il già ottimo lavoro interforze garantito per la sicurezza dei nostri cittadini."

Schengen consente quindi di chiudere un valico, se in prossimità se ne trova già un altro.

"Si tratta soprattutto di riconoscere come in prossimità dei valichi principali vi siano dei valichi difficilmente presidiabili durante la notte" spiega Gobbi. "Si tratta quindi di riconoscere come questo fatto non vada a limitare la libertà di movimento e quindi non vada contro l'accordo di Schengen. Abbiamo segnalato alla consigliera federale Widmer Schlumpf come l'Italia abbia chiuso il valico di Pizzamiglio con motivazioni doganali, dicendo che ci sono già Chiasso Brogeda e Chiasso Strada a pochi metri. Il ragionamento che abbiamo fatto noi è lo stesso, la legislazione doganale svizzera ci permette di farlo. Ma il dipartimento non si ferma qui. Prenderemo in mano la situazione con l'autorità federale nel confrontarci con il partner italiano, cosa che stiamo già facendo."

I tempi di attuazione della misura, comunque, non saranno brevissimi. "Ovviamente dipendono non solo dall'autorità cantonale, ma anche da quella federale e da quella italiana, che dovrà condividere determinate procedure" afferma Gobbi. "Penso che la disponibilità italiana sia comunque presente, anche perché sostanzialmente anche per loro è una necessità quella di presidiare meglio il territorio. È notizia di questi giorni che nella provincia di Como c'è stato un aumento del 10% dei furti nelle abitazioni. Questo dimostra come il fenomeno non sia solo sul nostro territorio, ma anche dall'altra parte. Quindi dobbiamo collaborare anche con l'altra parte, una collaborazione che porta i suoi frutti, come l'arresto l'altro giorno del rapinatore seriale del Mendrisiotto."

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