
Carnevali, feste, sagre di paese: oltre a essere occasioni di aggregazione sociale, questi eventi costituiscono anche irrinunciabili fonti di entrate per numerose associazioni. Lo stop a mescite e bancarelle dettato dalla pandemia ha tuttavia messo in crisi le già spesso traballanti finanze delle associazioni ticinesi. In effetti, non c’è solo il Covid all’origine delle loro difficoltà.
“Sono almeno quarant’anni che organizziamo feste popolari corredate da tornei calcistici, da grigliate e da serate danzanti”, spiega Franco Bernardazzi, membro di comitato dell’AS Cademario, “ma negli ultimi anni abbiamo notato che la partecipazione ai nostri eventi, solitamente alta, è calata in modo sensibile. È una tendenza che si riscontra anche in altre società. Ci chiediamo: perché la gente si allontana da noi?”
Affluenza ridotta e incognita coronavirus
Meno persone significano anche meno entrate. Nel caso dell’AS Cademario, che si occupa della gestione della locale scuola calcio, sostenere le spese diventa sempre più difficile. “Inoltre ci chiediamo, – chiosa Bernardazzi – ma chi ce lo fa fare di organizzare delle feste così impegnative, anche in termini di energie, se poi nessuno si presenta?” A questo negli ultimi due anni si è aggiunta l’incognita dettata dalle misure anti-Covid. La possibilità di annullamento all’ultimo di un evento imposto dalle autorità era “troppo elevata, con il rischio di perdere anche i soldi spesi per l’organizzazione”.
Nuovi spunti dalla pandemia
Ed è qui che sopraggiunge la pandemia. Le restrizioni e il blocco imposto agli eventi hanno spinto in molti, nell’estate 2020, a prendere d’assalto i sentieri dei monti della Svizzera italiana. Cademario non ha fatto eccezione: “ci siamo resi conto che i parcheggi del nostro comune erano sempre pieni di auto di turisti di giornata. Abbiamo così riscoperto il vasto patrimonio naturalistico e di sentieri che la nostra regione offriva”.
Così è nata l’idea di una camminata popolare nei boschi del villaggio luganese, in programma sabato 25 settembre. Oltre a costituire un’occasione di ritrovo, la passeggiata, accompagnata da una colazione e da un pranzo, punta a raccogliere fondi per il sostentamento dell’AS Cademario. Con la nuova formula, Covid-compatibile e adattata ai nuovi desideri della popolazione, che ha riscoperto boschi e monti, l’associazione prova a rimpinguare le proprie casse. I soldi però non sono tutto: “Certo, - conclude Franco Bernardazzi - le casse del Cademario non sono mai state floride e non lo saranno mai. A noi basta solo poterci sostenere, ma è la passione che ci tiene davvero in vita. Alcuni conoscenti mi chiedono: “Ma chi te lo fa fare di metterci così tanto impegno?” Dopotutto, le passioni non sono di per sé irrazionali?”
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