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Ticino
"Combattiamo il dumping per davvero"
"Combattiamo il dumping per davvero"
"Combattiamo il dumping per davvero"
Redazione
10 anni fa
Il comitato contro l'iniziativa MPS "Basta dumping salariale in Ticino" spiega le ragioni per votare a favore del controprogetto

È stato presentato stamattina il controprogetto all'iniziativa popolare dell'MPS "Basta con il dumping salariale in Ticino!", in votazione il prossimo 25 settembre.

A presentarlo sono stati i co-Presidenti del comitato interpartitico Raffaele De Rosa (PPD), Michele Guerra (Lega), Nicola Pini (PLR) e Gabriele Pinoja (UDC). Tra loro, a sorpresa, c'era anche Saverio Lurati che, contrariamente a quanto scaturito dal comitato cantonale PS, si schiera a favore del controprogetto perché immediatamente applicabile. Secondo i promotori il controprogetto costituisce infatti la giusta arma per rafforzare il mercato del lavoro e combattere veramente il dumping, "senza strutture elefantesche, entrando a gamba tesa sugli abusi".

Sostanzialmente il controprogetto si basa su quattro pilastri: 

1) il rafforzamento dell’attuale sistema di sorveglianza del mercato del lavoro;

2) la messa a disposizione di mezzi e risorse, per professionalizzare l’attività delle Commissioni paritetiche;

3) il potenziamento degli ispettori delle Commissioni paritetiche;

4) il potenziamento puntuale e mirato degli ispettori cantonali.

"Per una volta, la maggioranza dei partiti politici, della parte sindacale, della parte padronale e dei lavoratori si ritrova dalla stessa parte, insieme, per rafforzare il nostro mercato del lavoro!" si legge in una nota dei sostenitori al controprogetto. "Solo votando il controprogetto, il prossimo 25 settembre 2016, si affronta il problema del dumping in maniera concreta, efficace, immediatamente applicabile, rafforzando il partenariato sociale e con costi sopportabili e commisurati alle reali necessità".

"L’iniziativa popolare lanciata dall’MPS" spiegano i cinque co-presidenti del comitato, "chiede un aumento ingente di ispettori, con un aumento potenziale di 100 dipendenti cantonali (tra nuovi ispettori e funzionari), creando l’obbligo per tutte le aziende di fornire allo Stato tutti i dettagli dei loro contratti di lavoro. Lo Stato dovrebbe elaborare e aggiornare, possibilmente mensilmente, una statistica generale di salari in Ticino (ca. 200'000!), passando poi alla segnalazione delle infrazioni e alle corrispettive sanzioni. L’obiettivo è di combattere la tendenza al ribasso dei salari a un costo di 10 milioni di franchi all’anno, che corrispondono a 40 milioni sull’arco della Legislatura (vanificando oltre il 20% dei risparmi prospettati della manovra finanziaria proposta dal Consiglio di Stato)".

"Il controprogetto propone invece" si continua a leggere nella nota, "dei potenziamenti mirati, sia per l’ispettorato del lavoro cantonale, sia per le Commissioni paritetiche (composte da sindacati e datori di lavoro, alle quali spetta il compito di vigilare sul rispetto dei Contratti collettivi di lavoro), in modo da migliorare il loro lavoro, a un costo di 10 milioni di franchi nell’arco di quattro anni. Un investimento sopportabile e commisurato a quello che realmente si può fare per migliorare il sistema attualmente in vigore, che valorizza tutto quanto è già stato fatto nell’ambito della sorveglianza del mercato del lavoro (incremento dei numeri dei controlli, futuro innalzamento delle sanzioni da 5'000 a 30'000, introduzione del nuovo portale online per le segnalazioni di abusi salariali, fissazione di 16 Contratti Normali di Lavoro “CNL”,…), o che è in allestimento (adozione del modello di clausola “bottom-up” promossa dal Consigliere di Stato Christian Vitta, proposta di introduzione di una procedura agevolata per il rinnovo dei CNL,…). Il controprogetto potenzia e affina un sistema che deve sicuramente migliorare, ma che è il più avanzato in Svizzera. Annualmente, infatti, il 25% dei datori di lavoro è controllato, in paragone all’5% della media Svizzera e alle richieste della SECO che corrispondono al 3%".

Il controprogetto, ribadiscono i sostenitori, "rafforza il mercato del lavoro e combatte il dumping per davvero, senza creare un apparato burocratico elefantesco, senza creare inutili doppioni e senza delegittimare il lavoro delle Commissioni paritetiche e minacciare l’attuale modello basato sul partenariato sociale, entrando a gamba tesa sugli abusi".

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