
Dalle carceri ticinesi ai seggi in Kirghizistan… È capitato al responsabile delle strutture carcerarie ticinesi Fabrizio Comandini che per una decina di giorni si è recato nel Paese dell’Asia centrale quale osservatore elettorale inviato dal Dipartimento federale degli Affari esteri per conto dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. E così il 10 ottobre, Comandini e diversi altri osservatori hanno monitorato le operazioni di voto parlamentari. “Per quanto ho visto – ha detto Comandini dalle pagine del Corriere del Ticino - si sono svolte in modo regolare, a parte qualche sbavatura che non ha influito sui risultati. Si è trattato soprattutto di errori e non di frodi”. “Eravamo 248 osservatori – spiega ancora - detti a breve termine e siamo rimasti in Kirghizistan per una settimana; poi c'erano quelli definiti a lungo termine che resteranno nel Paese per quasi un mese e mezzo. Infine, c'è il gruppo ristretto che rimane tre mesi per controllare l'evolversi della situazione. (…) Io, con altri osservatori, sono stato assegnato ad Osh, la seconda città più popolosa del Paese. Il Kirghizistan è un bel Paese, simile alla Svizzera per il paesaggio: vi sono infatti anche lì alte montagne”. Comandini, si legge ancora sul CdT ha già svolto in passato il ruolo di osservatore in Kazakistan, Georgia, Macedonia e Kosovo. “Nella città in cui sono stato mandato – termina - in giugno vi erano stati scontri, con diversi morti, tra kirgizi e uzbeki perché ad Osh, prima di giugno, vi erano più uzbeki che kirgizi. Erano state bruciate alcune abitazioni, soprattutto di cittadini uzbeki. Da segnalare che in questi giorni ad Osh dovrebbe arrivare una missione di polizia internazionale. La missione sarà diretta da uno svizzero”.
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